La tassa di scopo; equilibri e destinazioni

pagare-le-tasse1Capiamo la grande sensibilità che il Sindaco ha sul turismo ed i vantaggi che questo produce su diversi segmenti dell’economia cittadina ma non troviamo lo strumento tassa di scopo adatto per gli interventi  relativi al turismo. Per questi vi è una imposta di scopo che si chiama imposta di soggiorno. In Effetti l’imposta di soggiorno è una vera e propria imposta destinata a finanziare interventi in materia di turismo e recupero di beni culturali ed ambientali.

Per fare esempi  la tassa o imposta di soggiorno andrebbe bene per finanziare gli interventi che gestisce Verdeblu (di spesa corrente in gran parte), per l’acquisizione del Centro Congressi (spese per in vestimenti), per l’acquisizione delle aree ex Fornace per strutture legate ad eventi e manifestazioni turistiche (spese per investimenti).  Di queste iniziative ne beneficerebbero in primis le attività legate all’alloggio ed in parte le altre attività che dalle presenze turistiche sul territorio traggono benefici commerciali.  E ci ritroviamo di fronte ai soliti problemi: la necessità di dati reali o stimati per rendere il più possibile oggettivi i carichi fiscali ed i gettiti. Capiamo che sia antipatico per l’albergatore dover esigere la tassa/imposta di soggiorno  ma nel contempo egli deve tenere conto che è il maggior fruitore dei proventi che la tassa genera. E che non è così noi crediamo si debba dimostralo perché la genericità sicuramente non favorisce i più deboli.

Non condividiamo l’esultazione del  Sindaco riguardo la bocciatura del l’obbligatorietà dell’imposta di soggiorno su tutto il territorio nazionale.  I maggior costi derivanti da una  maggiore presenza stagionale in termini di popolazione sul territorio non può essere sottovalutata in termini economici. In questo senso sarebbe bene raffrontare  la differenza in termini di investimenti e gestioni con comuni che non hanno punte stagionali ed una popolazione simile alla nostra. La tassa di soggiorno non può diventare materia di concorrenza  commerciale è questa la ragione principale per cui non condividiamo l’affermazione del Sindaco. Poi se un comune  per maggiore sensibilità verso il settore turistico vuole destinare somme importanti come ha fatto il nostro (doppie rispetto a Riccione o Cattolica) fa parte di una scelta politica, ma nulla ha a che vedere con quanto sopra esposto.

Ritornando alla tassa di scopo, a nostro avviso considerati i limiti in materia di durata (5/10 anni) e di entità (30% dell’investimento) sarebbe più idonea per interventi del tipo: nuova sede comunale, vero ponte di collegamento Bellaria Igea, Polo Scolastico ecc.), o un grande evento culturale  tipo Sagra malatestiana.

Come è stata fatta chiarezza sul gettito effettivo delle categorie  a favore del nostro comune riguardo l’IMU destinata al nostro Comune, crediamo vada fatta chiarezza sul peso economico effettivo delle categorie nel determinare il PIL (inteso come fatturato cittadino) e capire quanto la stagionalità turistica incide in termini positivi  sugli incrementi di fatturato delle  attività permanenti della nostra città. Destinare poche migliaia di euro per avere questi dati aiuterebbe sicuramente a rendere meno discutibili le scelte della nostra Amministrazione.  Considerando che le categorie economiche altre (commercianti, artigiani, agricoltori ecc.) beneficiano di un modesto  0,8% delle entrate comunali pensiamo sia il minimo che si possa fare.  Proviamo grande simpatia per quegli eroi che ogni mattina tirano su la loro serranda per cercare di “farsi la giornata” e pensiamo che meritino attenzioni particolari. Crediamo quindi che il nostro Sindaco nel graduare una eventuale imposta di scopo debba tenere conto di chi fa solo attività commerciale stagionale e di chi trae maggior vantaggi da una tassa di scopo per fini turistici con la maggior precisione ed oggettività possibile.

Redazione