“Il tempo è un galantuomo, rimette a posto tutte le cose”. François Voltaire

voiltareEmanuele Polverelli direttore de “Il Nuovo” ci appella in questo modo: “i pseudo giornali-gruppi FB consueti si stupiscono delle reazioni (anche mie) sul manifesto, attaccandomi. Ma, se nel PD c’è chi non ci sta alla politica dei “tagliatore di teste” e il partito si spacca (o comunque non segue il suo segretario), significa che questi blog sono più coesi al PD del PD stesso?” testuali parole pubblicate sulla pagina FB de il Nuovo. A parte l’articolo errato, sorprendente per il professor Polverelli (si dice gli pseudo, non i pseudo), Polverelli mostra una presunzione che gli appanna il ragionamento.

Premesso che non ha il coraggio di nominarci facendo solo un allusione, Polverelli dimostra di non aver capito nulla della nostra linea editoriale: noi non entriamo nelle vicende interne dei partiti né nei rapporti tra i partiti. Siamo osservatori. Il manifesto che lui cita non ci è piaciuto e l’abbiamo scritto ma diamo una dimensione esatta alle cose: non è che la politica belligeana si può fermare di fronte a due aggettivi – modesto e mediocre – male assortiti. E giusto per la cronaca sembra che la cosa abbia dato solo l’occasione ai Cortigiani del Sindaco, che alzando un polverone si sono potuti mettere in mostra, il quale piuttosto sembra non abbia dato importanza alla cosa.

In ogni caso dare del modesto e mediocre non è più grave (anzi) dell’incivile commento che fece il Medri Ottaviani sulla “Voce di Rimini” quando Marcella Bondoni lasciò il consiglio comunale. Riportiamo testuale: “Le dimissioni sono un am­manco di moralità e coerenza politi­ca. Siamo stati considerati co­me una riserva indiana da parte della Bondoni, non eravamo all’altezza. La nostra cultura di governo ha trovato riscontro ed e stata rispettata e ha messo in difficoltà la Bondoni nel rendere essa stessa soggetto capace di confronto e dialogo. Rappresenta per la politica bellariese una ‘tossina’ che doveva essere espulsa“. Dare della “tossina” alla Bondoni è denigrazione allo stato puro. Ben più grave che dare del modesto o mediocre. Ma il vero punto è che Medri si è arrogato il diritto di decidere chi possa o non possa far politica, e questo è gravissimo!

Ma torniamo a Polverelli che ha definito il Nuovo fuori da giochi politici attivi… In realtà il Nuovo  è sempre stato schierato con una precisa parte politica. Tenta di fare l’innocente? Di lanciare il sasso e nascondere la mano? Mah… Sta di fatto che la precedente direzione “Monti” de il Nuovo era ben altra cosa, pur schierata politicamente era molto più coerente.

Quanto alla rappresentatività della vita cittadina del Nuovo, che Polverelli si arroga, non si tratta che di un’autocertificazione per un giornale distribuito gratuitamente: vale, esattamente come vale l’autodichiarazione di indipendenza. Cioè nulla.

Il Direttore Giuseppe Bartolucci