Hollande ed Economia.

Aprendo qualsiasi giornale, sia virtuale che cartaceo, balzano subito agli occhi una serie di notizie che a dir poco lasciano quantomeno perplessi in questo periodo critico per le famiglie.

Leggiamo del governo che parla di riforme, di legge elettorale ( addirittura adesso salta fuori il modello spagnolo ), del caso del ministro Kyenge, del ministro Boccia, della ‘terra dei fuochi’ della love-story del presidente francese Hollande, della cittadinanza agli immigrati e per chiunque nasca su suolo italiano. Ora che la preminenza del governo sia una legge elettorale che permetta governabilità in modo democratico ed egualitario, penso siamo tutti d’accordo, ma l’economia? Dov’è finita? L’Italia è in piena recessione e occorre prendere subito drastiche misure economiche di risparmio, ma vero, da parte dello stato e soprattutto di rilancio dell’economia attraverso la confluenza delle “100 tasse” in due canali separati: quello statale e quello comunale, tassa diciamo “federale”  e “tassa locale” che arrivino a un tetto medio massimo e non superabile del 40 %. Occorre altresì snellire, facilitare, aiutare, tutto il settore imprenditoriale, dal bar al negozio di libri usati, alla ristorazione, insomma qualsiasi attività che porti guadagno e posti di lavoro e alla piccola industria, il famoso “terziario” che tanto ha contribuito e contribuisce al PIL.

Le industrie, grandi e piccole, gli imprenditori, grandi e piccoli, sono la nostra risorsa da decenni, con eccellenze a livello non solo europeo ma anche mondiale eppure siamo come il contadino che trasforma i galli in polli depauperando l’aia ( il cortile ) per riempirsi lo stomaco: alla fine resterà con troppo pochi galli per riempire il suo stomaco e quello delle galline. L’aumento dell’IVA è stato un suicidio fiscale sia per la chiusura di migliaia di partite IVA sia economico, per la contrazione dei consumi ed è sotto gli occhi di tutti: ma è mai possibile che il premier designato e non eletto, non riesca a trovare ( ma per carità fuori dal settore bancario ) qualche buon economista? Intanto che gli onorevoli Letta e Alfano discutano la mattina di legge elettorale e il pomeriggio di rilancio immediato dell’economia… e che tengano a bada le spese  dei ministri che hanno scelto.

Come già detto tiene banco la vicenda Hollande, il primo scandalo del 2014. Il presidente francese difende il suo diritto ad avere una vita privata e qui sbaglia e di grosso: un capo di stato, ma anche un ministro, sono personaggi pubblici, sono dei rappresentanti e non hanno una vita privata, come in America ben sanno. Uno scandalo simile ha portato alla gogna il presidente Berlusconi, che le sue faccende private le svolgeva, fuori orario di lavoro, molto privatamente dietro alti cancelli e robuste mura – ed era divorziato – non a pochi passi da Montecitorio. Se al mondo esiste Giustizia che al presidente Hollande venga riservato lo stesso trattamento subito dal Cavaliere.

Spopola sul Web il gioco 'Aiuta Hollande'

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Massimo Scalzo