La mancata adozione del PSC.

Venerdi scorso contrariamente a quando pensavamo tutti il PSC e il RUE non è stato adottato in Consiglio comunale.

I capigruppo di maggioranza di cui non sappiamo ancora nulla su come la pensano sull’argomento hanno condiviso la richiesta avanzata dal Pd di rinviare l’adozione del piano urbanistico. Questo rinvio verso cui il sindaco ha manifestato un atteggiamento di indifferenza affermando di essere disponibile ad accordarlo ma ritenendolo del tutto inutile potrebbe prestarsi ad una duplice lettura.

Se da una parte potrebbe essere visto come un gesto di disponibilità verso la minoranza dall’altro potrebbe essere vista come una tacita condivisione dei consiglieri della maggioranza verso le ragioni avanzate dal Pd che sarebbero ampiamente condivise ma non possono essere espressamente dichiarate. Abbiamo il sospetto più che fondato, che forse neppure i consiglieri di maggioranza dispongono di una dovuta conoscenza degli strumenti che dovrebbero deliberare e a riprova di questo oltre alla totale mancanza di un contradditorio sulla richiesta di rinvio  il fatto che la decisione sia stata votata ad unanimità.

Molto probabilmente i due strumenti verranno adottati tra breve, a quanto sembra nel prossimo consiglio comunale, permettendo cosi di concedere a tutti i consiglieri qualche settimana in più per documentarsi sui contenuti.

A nostro avviso questo non cambia la sostanza delle cose, per il semplice fatto che questo strumento cosi importante non dovrebbe essere materia esclusiva solo dei consiglieri comunali (maggioranza e opposizione) ma dovrebbe essere oggetto di condivisione con la cittadinanza.

Sarebbe stata buona cosa se i due documenti oltre che ai partiti, ai vertici delle categorie economiche e dei tecnici locali venissero illustrati in una seduta pubblica alla città.

L’urbanistica non è una materia facile da maneggiare neppure per quelli che lo fanno come mestiere, a maggior ragione per chi come noi rientra nella categoria del cittadino comune, ma in quanto cittadino crediamo ne abbia pieno diritto di poter essere informato almeno sui contenuti chiave che il piano urbanistico prevede.

Venerdì sera per la prima volta abbiamo avuto modo di ascoltare i principali protagonisti che hanno gestito lo studio del PSC e RUE e francamente dopo i loro interventi non possiamo dire di essere immuni da qualche perplessità.

Non abbiamo giudizi preconcetti nei confronti di nessuno, ma l’intervento dell’ assessore all’urbanistica (sul cui curriculum e sulle specifiche competenze in materia abbiamo nutrito da sempre forti dubbi) ci ha convinto veramente poco. Soprattutto quando afferma che questa amministrazione ha provveduto ad elaborare un PSC all’insegna dell’interesse pubblico, dichiarando apertamente che non si vuole sviluppare il territorio come in passato ma di voler puntare su: qualità estetica, qualità energetica e riqualificazione urbana. Ora che questi tre punti possono presentarsi come sintesi dei contenuti di un piano urbanistico da parte dell’assessore di competenza restiamo un pò basiti, sono di una tale banalità che non vale la pena neppure commentare. Ci piacerebbe sapere per esempio se a Cortona o a Cortina d’Ampezzo, cioè due realtà completamente diverse da Bellaria Igea Marina non intendono perseguire nei loro obiettivi di pianificazione la qualità estetica, la qualità energetica e la riqualificazione urbana.

Ma ci lascia ancor più perplessi l’eccessiva sfrontatezza  con  cui liquida come stupidaggini certi interventi sulla stampa da parte di alcune associazioni e afferma in modo perentorio di non accettare lezioni di urbanistica. Noi crediamo che a Bellaria Igea Marina qualche lezione di urbanistica non farebbe male a nessuno, meno che meno al nostro vicesindaco e all’intera giunta che intende invocare un miglioramento della qualità estetica dimenticando che gli interventi di riqualificazione di piazza Matteotti e dei lampioni su viale Guidi sono opera di questa amministrazione. E che nonostante abbiano cercato di porvi rimedio ancora prima di completare l’opera, dimostrando quindi di aver clamorosamente fatto scelte sbagliate, restano due interventi che in quanto a qualità estetica lasciano molto a desiderare.

Perchè se coloro che dovranno decidere i contenuti progettuali del PSC  e rigettano lezioni di urbanistica concepiscono la riqualificazione urbana e la qualità estetica in questi termini, forse siamo legittimati ad avere qualche perplessità.

Ma altrettanti dubbi emergono anche dopo aver ascoltato le parole del sindaco, che afferma di riconoscersi nelle parole pronunciate dall’ Ingegner Farina (il tecnico incaricato di redigere il PSC) espresse durante la seduta del consiglio comunale.  Perchè purtroppo (come è documentabile dal video) l’ingegner Farina riafferma ciò che noi della redazione già avevamo sottolineato, ovvero una macroscopica incoerenza che se confermata andrebbe ad inficiare  se non tutto in buona sostanza il lavoro del PSC.

Ovvero sintetizza Farina il lavoro compiuto con questa amministrazione riprende la fase preliminare (di cui non è stato sottoscritto l’accordo con la provincia in quanto facoltativo) della conferenza di pianificazione siglata nel 2008 e conclusa con un risultato significativo della messa a punto di linee di strategia e assetto del territorio. Precisa poi Farina che si è ripartiti da quel lavoro in quanto  “questa amministrazione ha ritenuto di non riaprire la conferenza di pianificazione perchè pur avendo la convinzione che su una serie di questioni fosse necessario approfondire la conoscenza, sviluppare le linee progettuali, le strategie, puntualizzare  e anche modificare alcune scelte strategiche di quel piano… tuttavia l’attività istruttoria preliminare ben svolta (intrapresa a suo tempo) fosse tale che si potesse procedere”, questo in quanto confortati da un autorevole parere giuridico.

È qui che il nostro dubbio permane e si rafforza e ci chiediamo come sia possibile che questa amministrazione mantenga nel PSC le linee di strategia e assetto del territorio elaborate dalla conferenza del 2008 pur avendo la convinzione che su una serie di questioni fosse necessario approfondire la conoscenza, sviluppare le linee progettuali, le strategie non che puntualizzare  e anche modificare alcune scelte strategiche di quel piano ? Se giuridicamente dal punto di vista formale non è contro la legge dal punto di vista urbanistico e della progettualità urbana è decisamente insostenibile o comunque molto zoppicante.

Insostenibile perchè le condizioni di analisi e previsioni per il futuro studiate nel 2007-08 da cui sono state concepite le linee strategiche siglate nella conferenza non possono essere neppure lontanamente assimilabili e proponibili alla realtà che si è venuta a creare negli anni successivi.

Chiediamo che ci venga spiegato un pò meglio questo aspetto perche esposto in questi termini siamo ampiamente legittimati a nutrire qualche più ragionevole dubbio.

Ma oltre a questa autodenuncia che a nostro avviso è già sufficiente a pregiudicare il lavoro svolto vorremmo  richiamare l’attenzione su quelli che rappresenterebbero due dei principali obiettivi del piano.

Primo fra tutti la volontà di ridurre rispetto alle previsioni precedenti l’entità di crescita demografica prevista nei prossimi 15 anni, ma soprattutto non viene spiegato il perchè ritengono opportuno che Bellaria Igea Marina debba crescere demograficamente. Ci sono dei validi motivi per cui la nostra città debba necessariamente crescere l’attuale numero di abitanti? Solitamente le città hanno capacità di crescita nel momento in cui si manifestano come un polo economico vitale in grado di attirare nuova forza lavoro e quindi nuovi nuclei familiari. E il fenomeno di crescita poi non è proprio ascrivibile come un obiettivo vero e proprio di un piano ma ne è la diretta conseguenza di obiettivi urbanistici che permettono alla città di attirare nuovi abitanti.

Bellaria Igea Marina al momento è una città che vive prevalentemente di turismo e che fatica a sopravvivere durante gli altri periodi dell’anno, già ora con gravi insufficienze di servizi per gli attuali 20.000 abitanti. Ci viene da chiedere come  si pensa di essere in grado di affrontare una ulteriore crescita dei residenti? Non sarebbe più opportuno cercare di colmare questa lacuna provando gradatamente di riassettare il territorio prima di pensare ad un nuova crescita?

Non sarebbe forse più opportuno cercare di attenuare il crescente disagio sociale e evitare di correre il rischio di un effetto contrario quale quello di un fenomeno migratorio da parte di tanti giovani bellariesi e igeani che in questa città non riescono più ad immaginare un proprio futuro? 

Secondo punto connesso al primo, viene avanzata l’idea di incrementare il numero di nuovi alloggi da 2500 unità come previsto nello studio del 2008 a 2000 alloggi. Quindi una riduzione rispetto alle previsioni stimate nel 2008 del 20%.

Sulla base di cosa è stata fatta questa previsione? Si spera ancora in un circolo vizioso dell’edilizia fine a se stesso? 

Sono queste le principali perplessità che meriterebbero a nostro avviso di essere spigate in modo più approfondito alla cittadinanza. Non ci permettiamo di dubitare che non siano state motivate ma restiamo in attesa che queste motivazioni sulle quali l’amministrazione ha sviluppato i principali obiettivi del piano urbanistico ci vengano fatte conoscere anche a noi cittadini, magari prima dell’atto di adozione.

Perchè l’interesse pubblico, la qualità estetica, la qualità energetica e la riqualificazione urbana sono locuzioni che si trovano scritti su tutti i documenti dei piani urbanistici del mondo, mentre a noi interessa solo quello di Bellaria Igea Marina.

 

Redazione