Volano Tasse e Aumenti nel 2014.

A completamento ( non sarà però l’ultimo ) del precedente articolo ” Spenderemo 1384 euro in più”, vi aggiorno su alcuni dati rilevati dal centro studi di Confindustria.

Volano le tariffe locali, con un aumento annuo del 4,1%, seguite dal +3,8% delle tariffe pubbliche nazionali ( Unioncamere, su dati a ottobre 2013 ) che evidenzia la corsa di acqua potabile, +7,6% e rifiuti urbani, +7%. In breve le tariffe nazionali e locali nel 2014 cresceranno  del 3%, più del doppio dell’inflazione.
I consumi in Italia sono scesi del 9% negli ultimi 5 anni toccando nel 2013 il livello più basso dal 1997 cambiando la spesa delle famiglie per i singoli beni e servizi con un aumento di circa 650 euro per le spese obbligate per la casa (affitti, utenze) e per la cura del futuro (sanitarie, finanziarie, di protezione sociale) mentre sono scese le spese per per alimenti e mobilità.
La Confindustria stima per coloro che pagano le tasse una pressione reale al 56,2%  – in Italia l’economia sommersa nel 2012 era pari al 21,6% del Pil, il valore più elevato dell’Eurozona (dopo Estonia e Cipro), Secondo la stima dell’economista Friedrich Schneider, considerando questa entità di sommerso, la pressione fiscale effettiva che grava sui contribuenti onesti in Italia sarebbe pari al 56,2% del Pil” ( calcoli Confindustria ).
La tassazione sul lavoro in Italia è al top dell’Eurozona , 42,3%, e sopra la media Ue. L’incidenza del prelievo fiscale e contributivo sui redditi da lavoro, misurata con l’aliquota implicita, è stata infatti nel 2011 seconda solo al Belgio: 42,3% contro il 42,8%. E contro il 37,7% dell’Eurozona e il 35,8% dell’Unione Europea. E’ quanto risulta al Centro studi Confindustria, indicando con l’aliquota implicita (data dal rapporto tra il gettito fiscale e la relativa base imponibile) l’onere medio effettivamente pagato.

Naturalmente occorre tenere presente le tassazioni indirette ( percentuale sulle polizze auto, gabella per le energie alternative sulle bollette della luce, ecc. ) che portano a oltre il 60 per cento il totale del prelievo fiscale complessivo. Un’aggiunta: con una simile pressione fiscale non c’è da meravigliarsi dell’evasione e del sommerso… con una media del 35 % credo che la fila si formerebbe per pagarle le tasse, non per fare ricorsi a Equitalia. Ma questo è un parere personale. E forse un’altra storia.

Tax

Massimo Scalzo