Il bilancio della città terza puntata.

Il Bilancio comunale: l’analisi economica

L’analisi economica che accompagna il bilancio  risente fortemente della povertà  assoluta di dati che ci facciano capire come vivono e di cosa vivono le 8.000 famiglie che risiedono sul nostro territorio. Come si possa gestire in maniera imprenditoriale  un bilancio di tutto rispetto come quello del nostro comune in assenza di dati specifici e significativi è davvero un mistero. Fra i punti di forza viene citata una robusta vocazione terziaria commerciale ma non ne vengono stabilite le gerarchie, non ne vengono specificati gli apporti al pil cittadino,  né i redditi prodotti dai cittadini. Insomma sono numeri vuoti ed inutili  che non servono per spiegare il perché delle decisioni che vengono prese dalla pubblica amministrazione. Proveremo noi  senza avere i mezzi del Comune a dire cosa sarebbe servito al Consiglio Comunale ed ai cittadini per conoscere meglio la nostra città.

–        Attività economiche  n. 2341 + 605*  unità locali = 2.946  cosi ripartite:

 

–        Agricoltura  e pesca  130  agricole 48 pescherecce   totale  178   + 7 unità locali  = 185

–        Manifatturiere   100 + 32 unità locali = 132

–        Utilities  1 + 6 unità locali =7

–        Costruzioni  431  + 39 unità locali = 470

–        Commercio all’ingrosso e al dettaglio

e riparazioni autoveicoli e motocicli    523 + 175 unità locali = 698

–        Trasporto e magazzinaggio  58 + 6 unità locali

–        Attività dei servizi alloggio e ristorazione 497 + 148 unità locali = 645

–        Servizi di informazione e comunicazione 28 + 8 unità locali= 36

–        Attività Finanziarie e assicurative 21+ 22 unità locali = 43

–        Attività immobiliari  201 + 8 unità locali = 209

–        Attività professionali scientifiche e tecniche  51 + 17 unità locali = 68

–        Noleggio, agenzie di viaggio, servizi di supporto alle imprese  63 + 12 unità locali = 75

–        – Istruzione 1+ 5 unità locali = 6

–        Sanità e assistenza sociale 10 + 3 unità locali = 13

–        Attività artistiche, sportive e intrattenimento 101 + 100 unità locali = 201

–        Altre attività di servizi 74 + 12 unità locali = 86

–        Imprese non classificate 3 + 5 unità locali = 8

  • Spesso le unità locali coincidono con le sedi di impresa  diremmo pertanto che le attività numeriche che generano lavoro  possono essere considerate circa 2.650 (fra quelle con sede nel comune o fuori).

Questi dati ci devono far riflettere su come si forma il PIL cittadino e i redditi da esso generati   su cui vivono la gran parte delle 8.000 famiglie della nostra città. Se si fosse  un po’ attenti si capirebbe che Pil e redditi  sono  generati in maniera assai più complessa di come le relazioni dei pubblici amministratori ce li descrivono. Giova anche puntualizzare che il tutto è prodotto da: 185 società di capitale – 760 società di persone –  1363 ditte individuali e dai componenti delle unità locali  del nostro territorio. I fatturati di queste attività generano da parte delle persone fisiche residenti sul territorio  redditi dichiarati  da oltre 10.000 contribuenti cittadini  la cui media è di 22.000 euro lordi a contribuente.

Altri dati abbastanza recenti di Unioncamere  (2013)  ci dicono che gli addetti delle nostre attività economiche  passano dai 5.448 di dicembre  2012 agli 8.129 del 30 giugno 2013 per effetto della stagionalità. Le imprese  contano quindi in media 2,60 addetti (ovvero titolari e dipendenti) numero che cresce per effetto della stagionalità. Non avventurandoci nella stima del  PIL bellariese di cui non troviamo alcun dato (un tempo l’ufficio tributi aveva le dichiarazioni IVA)  potremmo stimare per difetto  i redditi fiscali lordi della nostra città sui 220 milioni di euro (27.500 a famiglia). Riguardo ai fatturati (PIL) conosciamo quello della pesca dichiarato nell’ordine di  2/ 2,5 mln , possiamo intuire quello delle attività di ricettività turistica  (in base alle presenze turistiche) in  80 mln.

Possiamo stimare l’apporto reddituale dei pensionati a 30 mln, possiamo stimare i redditi dei dipendenti permanenti delle nostre unità locali in  circa 70 mln. A questi vanni aggiunti i redditi dei pendolari (che lavorano a Bellaria ma risiedono fuori da dedurre  e quelli di quelli che risiedono in città ma che lavorano fuori comune da aggiungere) . A spanna potremmo dire che in una città fortemente sbilanciata sul terziario,  il reddito da lavoro dipendente contribuisce a formare ( come minimo) la metà dei redditi cittadini stimati complessivamente in circa 220.000 mln.  Questi esempi non devono fare confondere il PIL (i fatturati )  con i redditi.

 Per fare un esempio nel settore in cui abbiamo più conoscenze  (il turismo) ad un PIL di 80 mln. stimati  corrispondono 20 mln. di redditi diretti  fra lavoro autonomo e dipendente.

Una organizzazione comunale che si rispetti,  questi dati li dovrebbe avere dalle opportune fonti (Unioncamere,, Ufficio Entrate ecc.)  anche in considerazione del fatto  che il nostro comune ha stipulato convenzioni  per la lotta all’evasione fiscale. Una corretta programmazione non può fare a meno di questi dati che se ben elaborati possono concorrere ad una efficace  individuazione dei bisogni e delle gerarchie  col  fine di impostare politiche di stimolo, di perequazione e di mutualità.

Non si fa politica fiscale con la prevaricazione, con l’arroganza e senza oggettività e in un comune in cui le entrate tributarie derivano  oramai quasi completamente dalle tasche dei cittadini, la politica fiscale equa deve essere il mantra di qualsiasi amministrazione comunale di destra o sinistra che sia.

Come abbiamo già detto si potrebbe fare un trattato su quanto  appena  enunciato  ma il nostro compito è di essere di stimolo alla nostra amministrazione comunale affinché  non si autoincensi e compia invece  politiche corrette ed eque per i cittadini- contribuenti del nostro comune. A questo punto troviamo inutile il raffronto con quanto scritto nell’analisi di Swot in materia di strategie economiche perché credo che i dati da soli bastino a  sminuire certe  affermazioni che talvolta appaiono infondate. Nella quarta puntata entreremo nel vivo dei dati di bilancio con un breve premessa su quello che noi intendiamo per trasparenza della pubblica amministrazione.

Redazione

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