La fusione dell’anno: Fiat al 100% di Chrysler

L’anno è appena iniziato ed è già fioccata una delle notizie più importanti che vedremo da qui al 31 dicembre. Dopo lunghi mesi di trattative, il Lingotto arriva al 100% di Chrysler. Soddisfazione da parte dei vertici FIAT che con quest’acquisizione diventa il settimo costruttore automobilistico del mondo.

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L’amministratore delegato Sergio Marchionne ed il Presidente Fiat John Elkann

Mancava solo l’ufficialità. FIAT ha annunciato di aver raggiunto un accordo con il fondo assistenziale Veba del sindacato americano metalmeccanici, in base al quale il Lingotto acquisirà il restante 41,4616% di Chrysler. Per acquisire la quota residua, Fiat dovrà pagare 1.750 milioni di dollari americani e lo farà «attraverso l’utilizzo di liquidità disponibile». È quanto si legge in una nota del Lingotto. «Non è previsto un aumento di capitale da parte di Fiat» si apprende dalla stessa. Per il versamento di tale somma si dovrà attendere il 20 gennaio, data in cui è fissato il closing dell’operazione. Dopo un lungo travaglio, l’obiettivo è stato dunque raggiunto.

Le casse del sindacato americano riceveranno un corrispettivo complessivo pari a 3.650 milioni di dollari, prima in un’erogazione straordinaria che Chrysler Group pagherà a tutti i soci, per un totale complessivo pari a circa 1.900 milioni di dollari americani; al closing, poi, FIAT verserà al Veba l’importo rimanente del prezzo di acquisto pari a circa 1.750 milioni di dollari americani cui provvederà attraverso l’utilizzo di liquidità disponibile.

Con questa manovra, l’azienda torinese detiene ora il 100% del gruppo Chrysler (che comprende, fra gli altri, i marchi Jeep e Dodge) e potrà mettere in pratica le strategie industriali e commerciali che più riterrà opportune, senza i vincoli imposti dal fondo Veba. John Elkann, Presidente di Fiat Group Automobiles, commenta soddisfatto: «Il lavoro, l’impegno e i risultati raggiunti da Chrysler negli ultimi quattro anni e mezzo sono qualcosa di eccezionale e colgo questa opportunità per dare formalmente il benvenuto a tutte le persone di Chrysler nella nuova realtà frutto dell’integrazione di Fiat e Chrysler».

Una volta ufficializzata la notizia, Fiat non fa prezzo in Borsa per eccesso di rialzo. Il titolo, in asta di volatilità, ha segnato un teorico +12,2%. In pre-apertura, gli scambi erano già sostenuti, facendo segnare punte di oltre il 20%. Il titolo è stato poi riammesso agli scambi segnando +13,04% a 6,77 €uro.

Diverse e tutte positive le reazioni: “L’acquisto di Chrysler da parte di Fiat è una notizia utile e valida per le prospettive del nostro Paese, soprattutto per le relazioni economiche internazionalisottolinea il sottosegretario all’Economia, Pier Paolo Baretta – La dimostrazione delle capacità dell’industria italiana sia in termini di immagini che sostanziali”. ”E’ un nuovo segnale – prosegue – che si aggiunge a quelli della ripresa in atto, aggiunge un tassello al mosaico della ripresa”. Il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, auspica “che adesso l’opinione pubblica italiana riconosca l’errore di aver bistrattato la strategia di Marchionne e l’azione responsabile della Cisl e degli altri sindacati in questi anni difficili per il settore auto nel nostro Paese e in Europa. Se oggi la Fiat è un vero gruppo globale è anche merito nostro, oltre ad essere un fatto storico, questa operazione avrà positive ripercussioni non solo per gli stabilimenti Fiat in Italia ma per tutto il nostro sistema-Paese”.

Marchionne, appunto. Il manager italiano che più di ogni altro attore della vicenda è stato al centro di polemiche, analisi e speculazioni vere o presunte. A margine dell’accordo, l’amministratore delegato spiega che questa struttura unitaria permetterà di realizzare pienamente la visione di un costruttore d’auto globale con un bagaglio di esperienze, punti di vista e competenze unico al mondo, un gruppo solido e aperto che garantirà alle sue persone un ambiente di lavoro stimolante e gratificante. L’invito è quello di lavorare uniti per portare questa fusione ovunque nel mondo, per renderla un modello di velocità ed efficienza, oltre che per offrire un futuro sicuro e stimolante, in un ambiente dove lo scambio di esperienze e culture sarà fonte di crescita professionale e personale. Invito, per nulla trasversale, rivolto alla FIOM, da sempre scettica e preoccupata circa l’evolversi dell’operazione.

Atteggiamento, questo, che non è di punto in bianco mutato. Il responsabile del sindacato per il Gruppo Fiat, Michele de Palma, ha infatti richiesto alla Presidenza del Consiglio dei Ministri la convocazione di tutte le parti necessarie per affrontare il tema del futuro occupazionale e industriale degli stabilimenti italiani ed avere quindi certezza sugli investimenti del piano industriale per il nostro Paese. La preoccupazione è legittima visto che, dal 1 gennaio, 174 operai dell’indotto di Termini Imerese sono stati licenziati: 155 della Lear (che per Fiat produce sedili) e 19 della Clerpem (fornitrice di gommapiuma ed imbottiture). Tutto questo senza dimenticare i cassa integrati. Non se la passano di certo meglio i “poli del lusso”, Mirafiori e Grugliasco. Entrambi sono molto importanti, ma non sufficientemente determinanti per centrare successi: 20.000 unità prodotte per il primo nel 2013 – a fronte di 200.000 necessarie per un pareggio – e 45-50.000 vetture prodotte dal secondo che però, trattandosi di prodotti Maserati, si pongono in un segmento di nicchia. Secondo Bellomo, segretario generale della FIOM di Torino, “non ci sono più alibi: è necessario parlare e definire piani industriali oltre che fare chiarezza sulle intenzioni di FIAT circa gli stabilimenti italiani“. L’incontro tra il sindacato e FIAT è fissato per il 9 gennaio.

Almeno in superficie è di certo una buona notizia per un’azienda italiana. Quest’alleanza è fuor di dubbio una speranza di rilancio non solo per FIAT ma anche per quei marchi che sono nell’orbita del Gruppo, specie Alfa Romeo e Lancia. Se l’acquisizione avrà anche solo la metà dei successi che si sono prospettati, questa sarà una data da segnare sul calendario. A patto che ci sia un reale ritorno economico per gli stabilimenti del nostro Paese che potranno così continuare a produrre garantendo occupazione. L’inizio di una bella boccata d’ossigeno? Vedremo.

ALESSIO IARDONI

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ALESSIO IARDONI
Alessio, 24 anni, studente universitario e lavoratore, amante della tecnologia, delle auto, dello sport, della vita sociale. Tanti pregi, altrettanti difetti! M'indiletto a scrivere articoli ed il mio sogno nel cassetto è...impegnarmi per realizzarlo!

Commenti

  1. […] in casa la Chrysler che, fresca dell’acquisizione con Fiat, schiera la 200, berlina media basata sul pianale CUSW di derivazione Alfa Romeo Giulietta e […]