La Città del futuro seconda puntata: il territorio rurale.

1 FOTO CRISTIAN GORI 1Proseguiamo nella nostra presentazione di un futuribile assetto della città, questa volta come annunciato parliamo del territorio rurale, spesso dimenticato, perfino ignorato, dalle amministrazioni che non lo considerano strategico – la campagna con la sua poca densità abitativa porta pochi voti – il territorio viene lasciato a se stesso, non è considerato parte della città e spesso è usato come magazzino nascosto, mentre le sue potenzialità sono grandi, ma ora passiamo all’intervista con l’architetto Cristian Gori.

Architetto Gori è una mia impressione o spesso nelle tematiche urbanistiche da sempre si concentra l’attenzione sulla parte urbanizzata della città dimenticando completamente la campagna.

È vero, troppo spesso il territorio rurale è stato dimenticato o peggio è stato utilizzato come ambito dove esportare le parti “scomode” della città urbanizzata.

Riguardo a Bellaria Igea Marina lei elaborò il progetto “Una campagna Si…cura”, cosa riguardava nello specifico?

Riguardava un progetto urbano per la partecipazione ad un bando regionale sulla sicurezza nel territorio forese.

E come andò ?

Venne premiato e questo permise al comune di ricevere i finanziamenti.

Come vede il rapporto città urbanizzata-territorio ecologico a Bellaria Igea Marina?

In questo siamo privilegiati in quanto Bellaria Igea Marina in virtù della sua posizione geografica (rispetto ad altre realtà) dispone di due territori ecologici, il territorio rurale a sud-ovest e il mare con la costa a nord-est.

Quindi due straordinarie potenzialità che però entrambe richiedono di essere rivalorizzate ?

Soprattutto occorre rivedere il rapporto con questi due patrimoni ambientali, da cui poi discendiamo culturalmente come identità storica. Non dimentichiamo che il rapporto di Bellaria Igea Marina col territorio rurale è molto più antico e profondo che non con il mare o con la dimensione turistica balneare che ha poco più di un secolo.

Quando parla di rivedere il rapporto della città con la campagna o il mare cosa intende ?

Recuperare il legame tra la città e il proprio territorio rurale, riscoprire nuove relazioni e possibili potenziali sviluppi. Noi non viviamo nella natura, anzi la città nasce come struttura se non in contrapposizione all’ambiente naturale sicuramente distinta dalla natura. È importante definire il rapporto di relazione che intendiamo intraprendere con la natura, sia essa forense o costiera.

Quindi ritiene strategica per il futuro una riflessione approfondita sul territorio rurale ?

Personalmente ritengo possa essere molto utile, tant’ è che nel bando per una Campagna Si…cura avevamo già avanzato l’idea di un percorso finalizzato a promuovere uno studio più specifico di tutto il territorio rurale con l’obiettivo di poter dar seguito ad una valorizzazione.

Un percorso complicato ma stimolante su cui lavorare?

Un vero e proprio progetto che permetta di riflettere sul ” territorio rurale come un valore della città”, su questa premessa prendere coscienza per uno studio sul significato e le potenzialità interpretative di questo patrimonio ambientale.

Nel progetto Una campagna Si…cura erano stati indicati tre segmenti su cui  dare inizio alla riflessione.

Quali sono i segmenti su cui strutturare un progetto di rivalorizzazione del territorio rurale ?

Possono essere diversi, a secondo dell’obiettivo e del livello di approfondimento che si pone il progetto. Credo sia importante partire per primo da una riflessione storica-culturale su cosa ha rappresentato in passato questo territorio e cosa potrà rappresentare per il futuro. Secondo, una operazione di analisi e ricerca capace di restituire un immagine di rilievo di questa realtà ed individuare possibili sviluppi di utilizzo. Solo successivamente sarà possibile approdare al terzo segmento che è quello di eventuali proposte progettuali da realizzare.

Perchè parla di immagine di rilievo del territorio rurale ?

Occorre essere consapevoli che non solo un progetto ex novo è frutto di scelte arbitrarie ma anche la lettura di un ambito urbano. A maggior ragione la campagna odierna frutto di una serie di stratificazioni intrecciate di “manufatti” ed “ecofatti”. Non c’è solo una lettura oggettiva intesa come rappresentazione di contenuti fisici, insieme di elementi geomorfologici, scientificamente descrivibili, ma anche una chiave di lettura soggettiva.

Su cosa si dimensiona la lettura “soggettiva” ?

Tutto ciò che captiamo dalla nostra percezione, derivante dal contesto ambientale, e quello rurale è particolarmente suggestivo, dai valori e significati che riconosciamo o meglio sentiamo presenti dentro al territorio con tutte le componenti “situazionali” che coinvolgono il soggetto in un fascio di sensazioni fisiche-emotive dalla quale configuriamo la “nostra” immagine del territorio rurale.

Quindi lei ritiene importantissimo elaborare un progetto urbano specifico per il territorio rurale?

Esattamente, un progetto urbano che ci consente di riflettere con attenzione sul patrimonio naturale e anche su quello edificato. Dal punto di vista urbanistico ritengo sia importante partire dall’approfondimento dell’indagine conoscitiva.

Cioè ?

La conoscenza come primo tassello. Una conoscenza che dovrà formarsi su percorsi di ricerca strutturata su più componenti, ovvero alla componente estetica percettiva si dovranno affiancare quelle ambientali, fisiche, storiche e insediative, in grado di restituire in un quadro unitario le molteplici espressività del territorio rurale.

Basti pensare che nel nostro territorio rurale è presente un castello (Benelli) costruito a metà del XIX secolo sulle tracce di uno preesistente databile intorno all’anno mille. Oppure le numerose case coloniche molte delle quali antiche di diversi secoli. Ma altrettanto importante il contenuto storico come l’orografia del territorio ancora leggibile come le porzioni di falesia  antiche di millenni  o la toponomastica dei luoghi che deriva dal medioevo. È la conoscenza che permette di moltiplicare le opportunità di valorizzazione delle caratteristiche locali e incrementare nuove forme di integrazione tra il territorio e chi lo vive.

Un progetto per un territorio rurale anche come possibile incremento per l’offerta turistica costiera ?

Un progetto complessivo capace di garantire prima una tutela e successivamente un recupero e una valorizzazione ecologica ambientale sia degli spazi fisici che degli usi di questi. Il territorio rurale potrebbe divenire una nuova centralità territoriale se saremo capaci di valorizzarlo integrando una pluralità di usi propri di un nuovo modo di vivere il rapporto con la natura. Non ultimo potrebbe rafforzare il proprio ruolo economico per l’intera città.

Cristian Gori ci consegna una visione nuova del territorio rurale, perfettamente integrato con la città un territorio da vivere da scoprire un riavvicinamento alla natura, il riscoprire le nostre radici dimenticate dai più un ritrovare i valori di un tempo, offrendoci il camminare su qualcosa di vero di antico che ci appartiene senza doverlo aquistare un percorso in libertà sentendosi liberi senza fretta senza inseguire il tempo, sensazioni emozioni perdute che fanno riconciliare con l’essenza della vita e riconquistare la semplice nostra romagnolità.

TAVOLA 4 ELEMENTI STORICI-CULTURALI Model (1)

 

 

1 SVILUPPO PROGETTO

Il Direttore Giuseppe Bartolucci