Quaquaraquà.

Nell’ottobre 2012 un giovane consigliere comunale del PDL, di cui omettiamo il nome, scriveva questa “perla” sul gruppo FB “Amici de Il Nuovo”. Il pensiero contiene uno strafalcione imperdonabile, mai corretto dall’amministratore del gruppo: attribuisce a Totò, chissà perché, l’espressione idiomatica di “quaquaraquà” che, invece, fu coniata da Leonardo Sciascia. – oltre all’errore della doppia q, e senza accento sulla à finale

vorazzo2Un errore che qualunque insegnante sottolineerebbe in blu (e fa specie che il professor Polverelli, amministratore del gruppo – in genere con tutti severo – abbia lasciato correre). Episodio minimo, d’accordo. Ma dice molto sulla “classe dirigente” bellariese e sulla sua assoluta inadeguatezza. – ho detto classe dirigente? scusate volevo dire classe di prima elementare – Perché – a naso – sono tanti ai vertici della politica locale che non hanno letto “Il giorno della civetta” di Sciascia, tanto a destra quanto a sinistra. E allora, a episodio minimo aggiungiamo una proposta minima: sottoponiamo tutti i candidati alle prossime elezioni amministrative ad un esamino di cultura generale. Potrebbe essere, ad esempio, quella prova di educazione civica che secondo il programma elettorale di Ceccarelli del 2009 avrebbero dovuto dare tutti i nuovi cittadini di Bellaria-Igea Marina. Ma aggiungiamoci anche l’obbligo di lettura, per tutti i candidati, de “Il giorno della civetta”, un’opera fondamentale per comprendere l’Italia d’oggi e i rapporti perversi che possono stabilirsi tra poteri differenti (nel caso del libro i rapporti tra Stato e mafia) .

Aggiungerei l’esamino prima entrare in ogni consiglio comunale, che dimostri che abbiano almeno letto (non si pretende che le capiscano) le delibere che andranno a votare…Troppa fatica leggere troppa fatica capire troppa fatica ragionare. Meglio credere obbedire e ….votare. Del resto se hanno creduto a quelli che dovevano spostare la ferrovia, possono credere a tutto!

 

Quanto al “quaquaraqua”, inopinatamente e incautamente attribuito dal consigliere PDL a Totò, ecco l’intera frase sciasciana (chi parla è il padrino mafioso don Mariano Arena interrogato dal capitano Bellodi): «Io ho una certa pratica del mondo; e quella che diciamo l’umanità, e ci riempiamo la bocca a dire umanità, bella parola piena di vento, la divido in cinque categorie: gli uomini, i mezz’uomini, gli ominicchi, i (con rispetto parlando) pigliainculo e i quaquaraquà… Pochissimi gli uomini; i mezz’uomini pochi, ché mi contenterei l’umanità si fermasse ai mezz’uomini… E invece no, scende ancor più giù, agli ominicchi: che sono come i bambini che si credono grandi, scimmie che fanno le stesse mosse dei grandi…E ancora più giù: i pigliainculo, che vanno diventando un esercito… E infine i quaquaraquà: che dovrebbero vivere come le anatre nelle pozzanghere, ché la loro vita non ha più senso e più espressione di quella delle anatre… Lei, anche se mi inchioderà su queste carte come un Cristo, lei è un uomo… »

Il Direttore Giuseppe Bartolucci