Renzi: oltre la politica.

Abbiamo ieri dibattuto con il Direttore la questione della vittoria alle primarie del PD di Matteo Renzi, vittoria netta e caratterizzata da un’affluenza ai “gazebi” superiore alle aspettative. Ciò deve far riflettere il premier Letta: la sua conduzione del governo non viene recepita come buona neanche dalla base del partito, da quel popolo che dovrebbe essere sovrano ma che in effetti è solo preda di amministrazioni inefficienti sia a livello nazionale che lungo tutta la scala fino al più piccolo dei comuni.

Potremo parlare delle tasse tolte dal governo e rimesse dai comuni, delle aliquote ancora da decidere a pochissimi giorni dalla scadenza, dei soldi che si trovano per le missioni estere ( Afghanistan?! ) e per gli immigrati clandestini ma non per le zone devastate dal maltempo, di quella “strana” istituzione nota come Equitalia (equa…) da Renzi molto ben catalogata come “forte con i deboli e debole con i forti”. Potremo parlare del malcostume imperante che dai gioielli africani si estende al dono dell’ubiquità ( pranzi e o cene in tre o quattro città diverse alla stessa ora ) fino alla richiesta di rimborso per “boxer” ( quelli da indossare sotto i pantaloni ) e persino dei 50 cent per uso di toilette pubbliche. E ovviamente a tutto ciò che sta in mezzo: pranzi, cene, ostriche e champagne, stage in alberghi lussuosi o per altre cause sospetti, uso improprio delle auto di servizio ( molte non sono più blu per ovvi motivi ). Potremo forse parlare di cartelle esattoriali di un centesimo o di un euro, di multe mandate due volte alla stessa persona pur essendo state pagate, di imposte sulle energie alternative sulle bollette della corrente elettrica ( della quale una buona parte viene dalla Francia e dai suoi reattori nucleari ), della raccolta differenziata in cui i diversi cassonetti vengono però svuotati nello stesso camion di raccolta… e dire che il Sommo Poeta lo aveva predetto: “Ahi serva Italia… nave sanza nocchiere in gran tempesta, non donna di province, ma bordello!” Versi che risalgono alla fine di marzo del 1300… e non penso che vi sia altro da aggiungere.

Il signor Grillo ha ben cavalcato l’onda del malcontento: le sue argomentazioni sono giuste, poco da eccepire, ma certo dire cosa non va è facile, basta guardarsi intorno e guardare la televisione, fallibile maestra di vita e di stili, altro è offrire soluzioni realizzabili a breve. A breve, non nel 2018, nel 2020: le industrie, specie quelle del terziario, di cui il centro-nord è ( era?) ricco, sono la spina dorsale dell’economia, non solo quelle nazionali e internazionali che possono assorbire senza troppo danno colpi ben più forti di un governo tassatore. Queste industrie, parliamo di quelle del ferro battuto, delle scarpe, dei latticini, del marmo ( l’80 % mondiale di quello pregiato è in Italia ), delle moto, delle biciclette da corsa e da turismo, dei farmaci, dei pannelli solari, ecc. hanno bisogno subito di interventi per aumentare la produttività e mantenere gli standard qualitativi che le hanno contraddistinte. Questi interventi si riducono a una sola parola: riduzione immediata delle tasse.

In qualsiasi famiglia o industria quando le uscite superano le entrate si riducono le spese: alzi la mano chi ha visto una sola vera riduzione di spesa dello Stato e del Governo Italiano negli ultimi due, tre anni. Al contrario l’innalzamento di due punti dell’IVA ha ulteriormente contratto le spese dei cittadini e conseguentemente i profitti delle industrie. Quando un Paese industrializzato mostra una contrazione della spesa alimentare e farmaceutica prossima al meno 10 %, qualsiasi governo dovrebbe cominciare a preoccuparsi e seriamente. E mentre un pover’uomo muore di ipotermia a causa del distacco del gas, un Presidente del Consiglio non può e non deve andare a qualsivoglia funerale di stato ( con grande rispetto per il buon Madiba ) ma ci manda il Ministro degli Esteri.

Ora cosa c’entra Matteo Renzi in tutto questo? E’ presto detto: a chi possiamo rivolgerci in questo momento affinchè vengano prese decisioni drastiche sul governo e sullo stato e non sui cittadini? A parte i grillini, gran parte dell’intellighentia italiana frequenta le stanze del potere da anni, sia a destra che al centro che a sinistra: li conosciamo bene tutti, credo, ma che ci siano simpatici o antipatici, sappiamo anche che nessuna delle loro voci è uscita dal coro. Quindi ben venga Matteo Renzi e se farà solo danni credo che cambierà poco. L’Italia è stanca, la protesta dei “forconi” è un preavviso allarmante: Montecitorio non è la Bastiglia, ma potrebbe fare la stessa fine.

 

 

Massimo Scalzo