Giorgio Mosconi Intervistato Da BelligeaNews.

mosconi 2Intervista a Giorgio Mosconi

D) Il tuo pseudonimo “la Mosca” è durato poco come mai l’hai abbandonato?

R)  perché ho visto sul sito di Belligea  in FB che avevi pressioni per rivelare il nome che stava dietro allo pseudonimo, un comportamento molto sgradevole che mi ha indotto toglierti dal disagio. Un amico non dovrebbe comportarsi così. Tu sai che  non conoscendo la pagina avevo ritenuto più prudente adottare lo pseudonimo agli inizi  ma ho subito capito che è uno spazio giusto.

D) perché hai deciso di affidare le tue opinioni a Belligea news.

R) perché in questi ultimi anni in particolare, la politica (intesa come servizio alla comunità) sembra essere diventata privilegio di pochi. Le riunioni pubbliche sono in gran parte pilotate con l’aiuto di claques di prevaricatori;  è tutto finto e questa è una sensazione fastidiosa. Coloro che dovrebbero essere a servizio della città sono chiusi nel palazzo immersi nell’autoreferenzialità, si sono autodefiniti tecnici della pubblica amministrazione e non accettano contraddittori. Molti si impermalosiscono e reagiscono minacciosamente se si chiede loro conto dei propri atti.  Ovviamente non tutti i cittadini  riescono alla lunga a reggere questo modo di fare.

D)  non credi di essere troppo severo nei tuoi giudizi?

R) vedi ho letto l’ottima trasposizione fatta da questo giornale dei dati del sole 24 ore  sulla qualità della vita e credo che un amministratore attento dovrebbe fare tesoro di certi dati e richiedere immediatamente una verifica sulla propria realtà e compensare ed integrare i dati generali con le peculiarità cittadine. Alla fine le scelte sarebbero automatiche e sicuramente imparziali. E’ un po’ come l’allenatore di calcio che si accorge che la squadra con cui ha vinto il campionato lo scorso anno sta quasi retrocedendo. O apporta i correttivi dovuti o se ne va. Il problema  è che prevale la cultura dei cooptati e dei nominati e quindi non ci si sbarazza facilmente di chi fa i danni. E’ evidente che in un simile habitat è difficile avere confronti costruttivi. Pensa che rimpiango le liti furibonde che facevo con Nando Fabbri. A questo proposito mi piacerebbe dire che i bilanci dei comuni sono solo per gli addetti ai lavori. Se  fossi Sindaco io direi: questo è il bilancio per lo Stato e la Corte de iConti e questo è il mio bilancio per la città e seguirei la scaletta del Sole 24 ore dicendo questi sono gli investimenti,  tanto per il benessere, tanto per la solidarietà, tanto per l’ordine pubblico , tanto pere la promozione turistica ecc. e lo tradurrei in un bilancio quasi civilistico facile da capire e da contestare.

D) stai parlando molto del passato.

R)  Ma non è tutto da buttare. Questa città è un po’ stramba, la gente viene presa come un fenomeno di moda. Per cui alcuni del cerchio magico cittadino (quelle 50 famiglie che determinano tutto) vogliono decidere quando non sei più di moda. Pensa mi volevano rottamare a 43 anni a quel punto mi sono rivolto ad altri ambienti fuori di Bellaria Igea Marina  ed ho curato di più il mio lavoro. Poi quando sono tornato per interessarmi di nuovo della città mi hanno detto che avrei al massimo potuto dispensare buoni consigli ed aiutare i giovani (non tutti molto dotati) a crescere. Pensa non avevo nemmeno 55 anni! Sono stato vittima dei giovanilisti e dei loro arrembanti protettori. Anche l’informazione è divenuta inaccessibile per me.

D) saresti quindi pronto ad avere ancora una parte attiva.

R)  Mah vedi ormai per me la politica è come la bella donna a cui sei morto dietro per venti anni che quando decide di darti le sue attenzioni è ormai troppo vecchia e consumata e non ti interessa più. Oggi ho forse l’età e la disposizione mentale per cercare di dare buoni consigli  (il ruolo che mi volevano ritagliare 5 anni fa) ma  non li voglio dare al servizio di qualcuno . Io sono cresciuto nella politica e mi attrae sempre.

Finché Belligea news si manterrà così scriverò e collaborerò volentieri. Ma ci sono altri che secondo me avrebbero cose da dire anch’essi un po’ isolati dal “cerchio magico” e che credo che farebbero bene  a dire la loro qui piuttosto che al bar o per il viale con i soliti aficionados.

D) insomma cosa vorresti da questa città?

R)  Che le informazioni fossero a disposizione di tutti e non usate da pochi per dare degli ignoranti agli altri. Che ci fosse maggiore trasparenza e comunicazione. Insomma, per fare un esempio, la trattativa sulla darsena è naufragata ma ognuno ti racconta la sua verità. Io penso che quando si parla di un bene pubblico le trattative non devono essere troppo riservate. La città deve sapere cosa è in gioco e non devono fare quelle riunioni pubbliche finte in cui ognuno racconta cosa gli conviene e cosa non gli è convenuto e soprattutto bisogna sapere quali sono gli interessi in campo e chi c’è dietro. Mi domando perché a Rimini la trattativa per la darsena con il privato è stata più lineare.  Nel mio lavoro ho conosciuto imprenditori importanti con cui ho stretto anche amicizia ma a nessuno di loro mi sentirei di consigliare di venire ad investire a Bellaria Igea Marina.

D) sono considerazioni pesanti.

R) uso una parola del vecchio Ugo La Malfa per spiegarmi. Ho il pessimismo della ragione. Negli ultimi venti anni questa città è rimasta ferma, non sono state fatte infrastrutture ch l’aiutassero a crescere. Si va avanti per inerzia. Si investono ogni anno circa 1.000.000 di euro  su iniziative non valutabili in  attività  promozionali. E’ un’enormità per una piccola città con risorse limitate. Un asilo nido, una palestra all’anno? Non c’è coesione, non c’è amore per la città si fa poco per il bene comune. E poi quando denunciai sugli organi di stampa che a Bellaria  tutti poteri si stavano concentrando nelle stesse mani fui coperto di insulti ed isolato. Mi stupii allora del silenzio della sinistra ma non avevo capito che gli esponenti storici della sinistra locale erano assai interessati al dialogo con certi poteri. Oggi, cosa insolita per i nostri concittadini, alcuni che si ricordano di quanto avevo messo per iscritto mi fermano e mi dicono che avevo ragione. Perfino la sinistra si è svegliata ma l’hanno dovuta tirare giù dal letto. Bella consolazione avere ragione così tardi.

D) nonostante tutto continuerai a dire la tua?

R) non per piangeria ma devo dire che qualcuno aveva preso questo sitoper facebook  e si sbagliava. Questo è uno spazio prezioso in questa città di omologati timorosi ed è bene che la gente se ne accorga.

Il Direttore Giuseppe Bartolucci