Intervista a Ugo Baldassarri segretario del PD della città. Parte prima.

baldassarri2Inizia con questa intervista un programma di interviste con tutti gli esponenti le forze politiche della città (sempre che le vogliano concedere).

Cominciamo con un’intervista al neo segretario del PD della città Ugo Baldassarri, le sue idee, i proponimenti, il futuro di Bellaria Igea Marina, una presentazione degli obiettivi, data la completezza dell’intervista sarà pubblicata in due parti, questa è la prima.

Lei pensa di riuscere a sistemare lo schieramento attuale del pd.

Più che sistemare il Pd c’è da costruire una aggregazione di forze progressite che possa mettere in piedi un progetto politico forte in grado di rappresentare un’alternativa credibile e valida alla destra al potere a Bellaria Igea Marina. Vorrei impostare un percorso che, partendo dal Pd, si possa aprire ad altre posizioni non per forza incanalate in formule di partito.

Il suo obiettivo è soltanto riprendersi il Comune oppure intende cambiare il modo di far politica.

Francamente non mi piace molto il termine “riprendersi” anche se capisco che giornalisticamente funziona. Voglio però affermare che il PD non “deve riprendersi” proprio nulla. Non è un puntiglio lessicale ma è importante partire da questa precisazione per rispondere nel merito della domanda. Il “partito” non è altro che la libera aggregazione che si riconosce in certi principi. Sarebbe aspicabile riscoprire la politica come servizio verso la collettività. Credo sia questa l’unica prospettiva che possiamo auspicarci. Per questo il Pd non deve riprendersi nulla ma deve mettere in campo un progetto politico serio che sia una valida e concreta alternativa alla destra

Cosa pensa dell’intenzione di Moka di correre da solo.

Ovviamente è una libera scelta che la lista civica ha preso al suo interno. Allo stesso modo personalmente mi dispiace perché credo che l’aver condiviso l’esperienza di opposizione alla destra al governo poteva essere un’ottima base per costruire un’alternativa valida. In quest’ottica il Pd avrebbe potuto, e potrebbe ancora adesso, rinunciare ad avere un ruolo di guida, non esprimendo il candidato sindaco, per poter convergere su una figura indicata anche dalla lista civica. Se questa possibilità è rifiutata non possiamo che andare avanti per continuare a costituire un’alleanza forte e credibile con chi vuole condividere con noi il nostro progetto.

Ci dica i suoi tre primi obiettivi da realizzare.

Bellaria Igea Marina si trova ad affrontare un passaggio fondamentale della sua breve storia. L’incremento dei residenti degli ultimi anni ne ha fatto una realtà più simile ad una città che non ad un paese. La nostra mentalità è ancora legata al nostro essere paese cosa che non è più nei fatti. Piaccia o non piaccia noi dobbiamo fare i conti con questa realtà. Allo stesso modo viviamo ancora antiche divisioni che non hanno nessuna ragione d’essere con rivalità territoriali. Per questo, dal mio modo di vedere, è indispensabile fare del porto la vera centralità di Bellaria Igea Marina. Il nostro paese si può riscoprire città se si riesce a fondere le due realtà là dove effettivamente si congiungono.

La interrompo ma a questo punto devo farle una domanda che volevo fare nella seconda fase dell’intervista quando parleremo delle zone nel dettaglio: lei è ancora favorevole alla realizzazione della darsena?

La Darsena da quando è stata ipotizzata inizialmente è la chimera della nostro paese. Sulla darsena si sono giocate speso le fortune o le sfortune delle amministrazioni. Io credo che, proprio per quello che dicevo prima, la polarità di un darsena potrebbe essere davvero quell’elemento capace di creare quel nuovo centro che deve essere il futuro porto. Ora però non credo che sia un tassello indispensabile visto anche le difficoltà del momento. Credo sia ancora più indispensabile mettere al centro dello sviluppo del porto l’area della colonia Roma ed anche l’area posta monte della ferrovia. E’ indispensabile mettere mano ad una progettazione che, di concerto con le propietà coinvolte, possa concretizzare questo obbiettivo ambizioso di rifondare il nostro paese attorno al suo porto.

Torniamo ai tre punti, ne mancano due.

Sì due ma che io vorrei ricondurlo ad un’unica visione e cioè sociale e turismo.  Sul piano sociale bisogna prendere atto che Bellaria Igea Marina, grazie ai nuovi residenti, è profondamente cambiata. Il turismo rappresenta ovviamente l’asse portante della nostra economia ma allo stesso modo la nostra realtà è costituita anche da persone che non hanno rapporto diretto con il turismo. Non credo possa essere vista positivamente una realtà in cui chi non viva di turismo venga trattato come ospite. Questo per dire che la politica in generale non può guardare solo al turismo nella convinzione che una volta messo a posto questo settore tutto il resto si mette a posto di conseguenza.

Restando sul turismo cosa pensa di Verdeblu, non sarebbe meglio il ritorno dell’azienda di soggiorno e un assessorato apposito?

Verdeblu nasce dalla volontà di mettere insieme la pubblica amministazione e le associazioni di categoria per mettere in piedi iniziative in campo turistico il più condivise possibile. Dati questi presupposti penso che il ruolo di verdeblu sia solo da potenziare. L’amministrazione attuale ha purtroppo utilizzato verdeblu più come braccio operativo che come luogo di confronto delle politiche turistiche. Lo strumento nato per dare trasparenza alle politiche turistiche è diventato il luogo oscuro dove le opposizioni non hanno avuto modo di avere i documenti se non dopo delle battaglie legali. Io che sono stato pure membro del cda di verdeblu non capisco cosa ci fosse da nascondere, presuppongo che non ci sia nulla di irregolare visto la fiducia che nutro nel presidente, nel cda come pure nel collegio dei revisori dei conti ma, purtroppo, non posso che prendere atto della posizione di totale chiusura assunta dall’amministrazione di destra. Posizione che ha danneggiato, a mio modo di vedere, in primo luogo proprio verdeblu.

Allo stesso modo credo che le politiche, specie quelle in ambito economico, debbano essere assunte con la collaborazione degli operatori, non credo certo in una politica chiusa in una torre di avorio.

In questi giorni girano voci su un possibile mega outlet a bordonchio lei cosa ne pensa?

Corsi e ricorsi della politica bellariese. Prima si parlava di darsena che potremmo definire un tema ever green dalle nostre parti. Allo stesso modo l’outlet: era il 1999 e per un’area importante posta fra le due statali venne proposta una medesima soluzione. Ricordo che venne bocciata dal consiglio comunale perché, al di là di quello che veniva propagandato nella proposta, non vi era, a nostro avviso, nessun beneficio per il turismo o per la città, come invece affermavano i proponenti. Da allora sono sorti altri poli commerciali nelle nostre vicinanze che da un lato hanno inflazionato l’offerta e dall’altro non hanno di certo incrementato il flusso turistico. Non avrei problemi a cambiare opinione ma in questo caso non posso che confermare il mio parere contrario espresso allora.

Voi come pd siete sembrati un pò assenti come opposizione come mai?

Se essere assenti vuol dire non aver cercato di guadagnare i titoli dei giornali le posso dar ragione. Il partito democratico è, e vuol essere, una forza di governo e come tale non è alla ricerca di una facile popolarità che poi non è in grado di esprimere progetti e posizioni concrete. In passato la destra locale si è cimentata in questa direzione con in mente il solo obbiettivo di arrivare al potere. In questa visione si è spesso perso di vista quello che deve comunque rimanere irrinunciabile e cioè il bene collettivo che viene prima del bene di una parte politica. In questa ottica ad esempio, complice le nostre divisioni interne, in occasione di passaggi importanti l’allora opposizione giocò la carta del tanto peggio tanto meglio facendo perdere delle occasioni alla nostra realtà. Il nostro modo di fare opposizione si è incentrato sulla responsabilità più che allo sfascio. Sono convinto che sia una strada giusta, pazienza se questo non ci ha fatto guadagnare in visibilità. Può sembrare strano ma penso sia molto più importante mettere in piedi proposte più che rincorrere la visibilità mediatica.

Non crede che sarebbe meglio dichiarare prima i vari componenti della giunta e i loro assessorati?

Questa che si sta chiudendo è l’ennesima esperienza di giunta che si chiude in maniera difforme da come era incominciata. A memoria non ricordo nessuna esperienza di giunta che si sia chiusa esattamente come era inziata. E’ chiaro che sarebbe bene sapere prima chi farà parte della giunta, e non solo il sindaco, ma credo sia molto più importante, al di la delle persone che ne fanno parte, la competenza che ogni componente della giunta deve saper mettere in campo per esaltare il lavoro della giunta stessa. La giunta non deve essere il luogo di compensazione di eventuali tensioni politiche o il luogo in cui si deve dare rappresentanza alle varie componenti politiche.

La giunta deve esser fatta da persone competenti che se fossero presentate prima potrebbero essere oggetto di valutazione da parte dell’elettorato per cui concordo che sarebbe meglio sapere prima chi ne farà parte.

Pensate a una maggiore politica sociale per le famiglie meno abbienti.

Con questo mi gioco meglio il terzo punto che avevo appena trattegiato nella risposta di prima. Certo la politica sociale è importante per la nostra parte politica. Ma vorrei precisare che io sono per una politica sociale attiva non una politica sociale che elargisce elemosine ma che cerchi di stimolare chi si trovi in difficoltà per dargni nuove opportunità. Troppe volte stando in amministrazione ho visto persone che chiedevano aiuto economico diretto ma poi non mettevano a frutto quanto dato anzi nel giro di poco tempo erano di nuovo nelle medesime situazione.

Cosa pensa dell’attuale situazione all’interno del pdl/forza italia.

Peso che le forze politiche per forza di cose devono avere una loro dialettica interna. Noi come partito democratico abbiamo trovato uno strumento che per quanto sbeffegiato sta divenando un punto di riferimento anche per la destra. La differenza fra noi e loro sta però nel fatto che durante le primarie ci si confronta e se si vuole ci si divide ma poi, subito dopo, si ritrova una forte unità. Nella destra italiana così dominata dalla figura egemone di Berlusconi questo dialogo non può sostanzialmente esistere e appena ci si prova si arriva ad una scissione. E’ successo con Casini, poi con Fini ed ora Alfano. Chi sarà il prossimo? Potrebbe essere divertente se non fosse che mentre la destra è impegnata a ballare l’halli galli il paese se ne va a rotoli.

lei crede che se Renzi diventasse segretario rinnoverebbe davvero il pd.

Tornando ai nostri problemi interni di partito credo che Renzi sia l’ultima possibilità che abbiamo come pd di dimostrare che i partiti non sono le creature di qualcuno (visto che si parla di Pd intendo i vari D’Alema, Fioroni, Bindi ecc…) ma sono un patrimonio comune di tutti gli iscritti per cui non c’è qualcuno che è sempre li al suo posto in qualsiasi stagione. Non possiamo criticare Berlusconi che è il padre padrone del suo partito quando ci sono personaggi nel nostro partito che sono in parlamento da prima che lui scendesse in politica.

Il rinnovamento della nostra classe dirigente è l’unico antidoto che possiamo offire all’Italia per vaccinarla contro il morbo del populismo che sta raggiungendo livelli davvero impressionanti

Quale messaggio vuol mandare ai cittadini?

Sono stato lungo nelle domande precedenti ma con questa voglio essere lapidario:  “OTTIMISMO”.

Il Direttore Giuseppe Bartolucci