“Areadria” le banche vogliono vederci chiaro.

aeradriaLe banche dicono ni al finanziamento. Per farlo bisognerà metter mano al portafoglio, e prima di farlo stanziando nuovi finanziamenti a favore dell’aeroporto, le banche riminesi vogliono vederci chiaro sull’affaire Aeradria.

La questione è nota. Servono almeno altri tre milioni di euro per garantire la sopravvivenza del ‘Fellini’. Questa è la somma che serve ad Aeradria per convincere il tribunale che l’aeroporto è in grado (e i soldi) per andare avanti. Una cifra che inizialmente erano pronte a coprire Carim e Asset Banca di San Marino, due tra i principali soci privati (nonché due dei maggiori creditori di Aeradria). Ma la strategia messa in campo ora dalle due banche e dai vertici della società di gestione dell’aeroporto è quella di coinvolgere tutti gli istituti di credito del Riminese. Presentarsi di fronte ai giudici all’udienza decisiva del 21 novembre, quando il tribunale dovrà decidere se accogliere o no il concordato, con il sostegno di tutte le banche riminesi avrebbe tutto un altro peso, anche politico.

Da qui il tentativo di avere ora i finanziamenti dai vari istituti di credito presenti in provincia, anche da quelli che non hanno lavorato mai con Aeradria in questi anni e non vantano crediti. ma è solo un modo di allegerire le posizioni. A parole, ieri pomeriggio, nessuno si è tirato indietro di fronte alla proposta illustrata da Carim, Asset e dai vertici di Aeradria, anche se non tutte le banche erano presenti (anche per colpa del maltempo) ma poi decideranno i consigli d’amministrazione. La questione, in ogni caso, andrà approfondita. Sono già stati fissati incontri in settimana con i direttori e i presidenti dei vari istituti di credito, e l’obiettivo resta quello di chiudere entro 6-7 giorni al massimo l’accordo per l’operazione di salvataggio di Aeradria. Si tratta, per le banche che ci staranno, di fare finanziamenti (a condizioni agevolate) alla società del ‘Fellini’, attraverso la formula del prestito. Un sacrificio che potrebbe voler dire la salvezza dell’aeroporto.

Il nostro parere è che sia solo un modo di allungare il brodo, suddividere il rischio dare una speranza seppur minima che la proposta venga accettata dai giudici, in realtà la vera garanzia per sistemare le cose e avere un futuro solido sarebbe l’aumento di capitale, solo questo garantirebbe l’impegno alungo termine degli azionisti, il prestito andrebbe comunque restituito, l’aumento di capitale no.

I giudici di certo faranno queste considerazioni sopracitate, soluzioni per tirare solo avanti non servono a nessuno, meglio il commissariamento.

Il Direttore Giuseppe Bartolucci