Occhio al Cielo?

Il satellite artificiale Goce dell’ESA – ente spaziale europeo -lanciato per stendere una mappa del campo gravitazionale terrestre ma lo scorso mese ha esaurito il combustibile. Al momento si trova in un’orbita discendente a 160 km di quota.

goce 2Ribattezzato la Ferrari dei satelliti, e perciò ce ne occupiamo, Goce (Gravity Ocean Circulation Explorer) ha concluso la sua missione e il suo motore altamente tecnologico che lo ha tenuto a un’orbita di 224 chilometri dal 2009 a oggi ha esaurito il carburante. Dopo la missione Isee-2, si tratta del primo rientro non controllato di un satellite. Lungo 5,3 metri e pesante 1,1 tonnellate: all’impatto con l’atmosfera, ad una quota di 80 chilometri, potrebbe resistere circa il 26 per cento di esso. Si calcola che potrebbero restare intatti da 40 a 50 frammenti dal peso complessivo di 250 chilogrammi. Sono alte le probabilità che i detriti finiscano in mare, ma al momento non è possibile fare calcoli precisi. Esiste il pericolo che all’impatto potrebbe resistere un frammento delle dimensioni del motore di un’automobile, del peso di 70, 80 chilogrammi, che raggiungerebbe la superficie terrestre a una velocità massima di 300 chilometri orari.

A cercare di “controllare”, per quanto sia possibile, la caduta di Goce e’ l’Inter-Agency Space Debris Coordination Committee, il comitato di coordinamento tra le varie agenzie spaziali, mentre all’interno dell’Esa il comportamento del satellite è seguito dallo Space Debris Office. Non è possibile tuttavia prevedere luogo e orario dell’impatto. Tanto che la protezione civile ha ammesso in una nota di non poter escludere il rischio che alcuni di essi cadano in Italia.

terra asterAl momento, secondo la Protezione civile, sarebbero tre le finestre di interesse per l’Italia.
A RISCHIO IL CENTRO NORD. «Dalle 8.26 alle 9.06 di domenica 10 novembre, coinvolgendo potenzialmente il Centro-Nord (Valle d’Aosta, Piemonte, Liguria, Lombardia, Veneto, Trentino Alto Adige, Emilia-Romagna, Toscana, Sardegna); dalle 19.44 alle 20.24 sempre di domenica interessando potenzialmente i territori di Valle d’Aosta, Piemonte, Liguria e Sardegna; dalle 7.48 alle 8.28 di lunedì 11 novembre, periodo per il quale non sono ancora disponibili informazioni».
RESTARE IN LUOGHI CHIUSI. Pur considerando l’elevata incertezza della situazione e la rarità di eventi di questo tipo, la protezione civile ha detto di ritenere «poco probabile che i frammenti causino il crollo di strutture: per questo sono da scegliere luoghi chiusi».
Sono più sicuri i piani più bassi degli edifici. Ultima raccomandazione: «All’interno degli edifici i posti strutturalmente più sicuri dove posizionarsi nel corso dell’eventuale impatto sono i vani delle porte inserite nei muri portanti (quelli più spessi)».

Comunque il rischio di prendersi sulla testa un frammento del satellite o che questo colpisca la nostra amata macchina o il tetto di casa è superiore alle possibilità di vincere alla lotteria…    ( massimo scalzo )

Massimo Scalzo