Bellaria Igea Marina 3.

Continuiamo la storia di Bellaria-Igea Marina, dalle origini della città di Rimini alla nascita del comune più giovane d’Italia.

imagesNel medioevo Rimini divenne un comune ( XII sec. ): nel corso del secolo successivo  nacquero numerosi conventi e chiese e la scuola pittorica riminese che li decorò è da attribuire a Giotto delle cui opere resta solo il Crocifisso che si trova nel Tempio Malatestiano progettato da Leon Battista Alberti. Da ricordare la chiesa di S. Michelino in Foro, di cui resta solo una parte dell’abside: un affresco da poco ritrovato la collega al mondo dei Templari.
In epoca comunale, il centro del potere a Rimini venne spostato  intorno alla Piazza del Comune ( piazza della Fontana, l’attuale piazza Cavour) con il Palazzo dell’Arengo e il Palazzo del Podestà.  L’antico Foro venne utilizzato per il mercato e, successivamente, per le giostre. Il nuovo porto, a causa delle inondazioni del fiume Marecchia, fu spostato verso la foce e sancì la nascita di un nuovo borgo a ridosso di esso. Si tratta del Borgo San Giuliano, lo stesso che, con le sue viuzze, ispirò le scenografie (es. Amarcord) del grande regista riminese Federico Fellini.

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Dopo una prima fase in cui la città sposò la causa ghibellina (guidata dalla potente famiglia dei Parcitadi), Rimini divenne guelfa a causa all’avvento della nobile famiglia dei Malatesta da, il cui capostipite Malatesta il Vecchio, detto anche il Mastin Vecchio, è ricordato nella Divina Commedia di Dante. Mentre la Signoria si estendeva oltre i confini della Romagna, dal punto di vista letterario si può rammentare che il forlivese Jacopo Allegretti fondò a Rimini, nel XIV secolo, quella che molti considerano la Prima Accademia letteraria d’Italia. La_Scuola_riminese_e_i_dipinti_del_XIV_secolo.1239360978La corte dei Malatesta fu una delle più vivaci dell’epoca, ospitando artisti del calibro di Leon Battista Alberti, Piero della Francesca, Roberto Valturio, Matteo de’ Pasti.

La fase alto medievale, portò ad uno spopolamento della città, che si restrinse al punto di lasciare in stato di abbandono la zona compresa tra l’Arco d’Augusto e il Foro. Quest’area venne destinata ai campi, nonostante fosse all’interno delle mura cittadine. Nell’Ottocento fu poi una delle città più attive sul fronte rivoluzionario, ospitando molti dei moti nati per l’unificazione.

Durante la seconda guerra mondiale la città fu teatro di duri scontri e aspri bombardamenti, ma anche di una fiera resistenza partigiana, che le valse l’onore di una medaglia d’oro al valore civile.  ( massimo scalzo )

Massimo Scalzo