La (presunta) superiorità delle élites.

cervello“La presunzione è la miglior corazza che un uomo possa portare” – Jerome K. Jerome

Secondo i sociologi King, Bordieu e Bakhtin, le “élites” sono persuase della superiorità, in senso qualitativo, delle loro scelte culturali in virtù di un migliore equipaggiamento formativo di cui sarebbero in possesso e del fatto che, sovente, i generi a loro rivolti siano più elaborati (perché più costosi) rispetto a quelli concepiti per le “masse”.

Questa convinzione consegna loro la sicurezza (in realtà del tutto priva di fondamento, oltreché intollerabilmente vanagloriosa) di poter contare su un sistema di filtraggio che li renda immuni dalle incursioni di una certa faciloneria culturale, mediatica e propagandistica. Ma, ripeto, nulla è e può essere più distante dalla verità e dal riscontro fattuale.

Sugli spazi facebookiani ed internetici di molti personaggi, apparentemente ben attrezzati sul piano intellettivo ed accademico, vedo rimbalzare la notizia, riportata con un bizzarro trionfalismo autolesionismo, secondo cui l’Italia sarebbe “fuori dal G8″ per un sorpasso, in termini di PIL, da parte di Mosca. In realtà, ben altri sono i parametri che il club degli “8 Grandi” utilizza per accogliere e mantenere i suoi membri: la ricchezza finanziaria, l’aspettativa di vita, l’istruzione, il reddito nazionale lordo pro-capite, gli investimenti per la sanità, ecc.

Dati che vedono la Russia, come la superpotenza cinese, al palo. Drammaticamente al palo. Ma le “élites” hanno abboccato, esattamente come la vituperata “casalinga di Voghera”, al primo titolo civetta passato sotto i loro augusti nasi. Un altro esempio, ci è offerto dal recente “scoop” dell’economista (in realtà dottore in Giurisprudenza) inglese (in realtà italiano) della “London School of Economic” (in realtà insegna in Giappone) che dal sito dell’ateneo (in realtà si trattava di un blog privato) lasciava 10 anni di vita all’Italia (in realtà la sua analisi, pur rozza ed approssimativa, confeziona un risultato differente). Anche questo pezzo è stato incapsulato nel sensazionalismo più pecoreccio, condiviso e stracondiviso, quando con un titolo e quando con un altro, da chi si sente ben diverso, ben al di là di una certa “plebe”, quella che, magari e ohibò, guarda Rete 4 o segue il calcio.

Come abbiamo visto, è e sarà sufficiente ricorrere ad un sistema di sfondamento appena elaborato per violare le difese anche del segmento più intellettuale, soggiogandolo ed eterodirigendolo secondo una traiettoria orwelliana, proprio come avviene con e per chiunque altro.

Vale anche per i cervelli bellariesi.

G.Bartolucci

Il Direttore Giuseppe Bartolucci