Renzi politico o showman?

matteo-renziA me Renzi non piace. E lo scrivo senza preamboli. Il proclama che campeggia i giornali stamane, per cui mai più dovremo cedere a larghe intese, mi lascia perplessa. La sua campagna elettorale è un mix tra lo stile di Berlusconi e quello di Grillo.

Ha persino l’esperta del linguaggio LIS che traduce per lui. Solita camicia bianca linda, linguaggio da manuale di marketing. Neanche una bandiera del PD: stava forse facendo campagna elettorale a se stesso?

La sinistra cerca un segretario, non uno showman. Scenografia, parla col microfono spostandosi. Propina i primi contenuti del suo programma assai scarno, forse invisibile finora. Il cambio della legge elettorale, per renderla uguale a quella per l’elezione dei sindaci e la riforma della giustizia.

Quest’ultima da quale pulpito? Era il 2011 quando la Corte dei conti condannava Renzi per danno erariale; per l’inquadramento, quand’era al vertice della Provincia, di alcuni assunti. Ripete sempre che la riforma non dovrà essere ad personam; ma caro Matteo, se nemmeno tu sei uno stinco di santo, cosa dovremmo aspettarci?

La sinistra deve riprendersi i voti andati a Grillo e quelli del PDL. Dà persino un anno a Letta e al suo governo “bontà sua”. Il compromesso politico scende in campo ed è lecito. O forse è una dichiarazione di non belligeranza temporanea.

Esilarante l’affermazione sul lavoro, dopo giorni di commenti e polemiche. Sei di sinistra se c’è un posto di lavoro in più, non in meno. Non vi interessa parlare di come crearlo questo posto di lavoro?

Una rivoluzione della semplicità. C’è Franceschini, una volta da rottamare, ora sostenitore. Basta con le reliquie. Renzi ora si fa custode del bipolarismo e dell’alternanza. Questo è un PD da rifare. Non parla di Berlusconi perché è il passato. Questa l’avrà copiata a Letta, quando disse che si era chiuso un ventennio: peccato che si rivotò la fiducia subito dopo e andò bene anche grazie ad Alfano.

La sinistra che non cambia si chiama destra”. E i lupi travestiti da pecore come si chiamano?

Spero che il trait d’union tra Marina Berlusconi e Renzi non sia la caduta del governo Letta. Del resto l’appuntamento per PD e Forza Italia, ironia della sorte, è l’otto dicembre per entrambi.

Insomma sa tutto lui, decide tutto lui, vuol comandare solo lui, gli altri devono solo seguirlo e obbedire, secondo me molti dentro al Pd ne hanno già le tasche piene, se si agita cosi adesso figuriamoci da segretario, potrà anche vincere ma non è detto che duri a lungo.

A me sembra piu “Topo Gigio” che il nuovo Messia.

G. Bartolucci

Il Direttore Giuseppe Bartolucci

Commenti

  1. mscalzo2013 ha detto:

    Sarà quel che deve essere ma dopo vent’anni di uno showman in politica forse val la pena di tentare con un politico-showman…

  2. mscalzo2013 ha detto:

    Sarà quel che deve essere ma dopo vent’anni di uno showman in politica forse val la pena di tentare con un politico-showman…