Bellaria Igea Marina, niente Imu sulle case date in comodato ai figli.

magnaniLa buona notizia è nella legge di Stabilità, dunque una decisione del Governo e non del comune, che finora aveva applicato il massimo dell’aliquota.

Dunque una boccata d’ossigeno per i figli che abitano in case date loro dai genitori in comodato d’uso gratuito: il governo Letta ha deciso che in questo caso l’ex Imu non andrà pagata. Sgravi in vista dunque per diverse centinaia di famiglie. Va sottolineato infatti che l’amministrazione comunale di Bellaria Igea Marina, come altre realtà vicine, Rimini in primis, sinora ha imposto in pagamento quale seconda casa. Salvo sorprese dell’ultimo minuto, queste abitazioni concesse gratuitamente ai parenti in linea diretta saranno equiparate alle prime case. Dunque esentate.

Gli uffici del comune fanno notare che al momento le notizie da Roma restano confuse. «Il condizionale è d’obbligo, il grosso è aria fritta». Dal Palazzo confermano che a Bellaria Igea Marina, per l’Imu, i fabbricati concessi in comodato gratuito ai parenti di primo grado sono stati assimilati alle abitazioni principali.

Dal comune tengono a precisare «Premesso che quella operata è stata una scelta ben precisa (difesa con forza, considerata equa finanziariamente e socialmente nella misura in cui non chiede ulteriori sacrifici a chi non ha proprietà immobiliari), va precisato che già adesso sarebbe stato possibile applicare aliquote più basse per il comodato gratuito, ma con l’Imu il minor gettito non viene compensato da trasferimenti statali, come avveniva invece con l’Ici». «Allo stato attuale — proseguono dagli uffici tributari comunali con a capo l’assessore Riccardo Magnani — non è chiaro se ci sarà compensazione da parte dello Stato per il gettito sui comodati cui eventualmente il Comune decida di rinunciare».

Quanto alla Trise, con quest’imposta pagano sull’immobile sia il proprietario che l’inquilino. Il primo sulla parte di servizi (la cosiddetta componente Tasi), il secondo sulla componente relativa al conferimento del rifiuto (la cosiddetta componente Tari, la parte del nuovo quadro assimilabile alla Tares), con proporzioni che dovrebbero essere definite da regolamento comunale. La somma tra Imu e Tasi comunque «non dovrebbe superare l’aliquota massima già stabilita con le disposizioni in materia di Imu. Ipotizzando ora un quadro per Bellaria Igea Marina — tiene a precisare l’assessore — dove è applicata l’aliquota Imu massima, non ci dovrebbero essere aumenti di imposta».

G. bartolucci

 

Il Direttore Giuseppe Bartolucci

Commenti

  1. Giorgio ha detto:

    Una legge dello stato non può entrare nei dettagli. Un comune può distinguere fra una seconda casa che dà un reddito più o meno dichiarato ed un comodato gratuito ai figli. Applicare il massimo a questo tipo di seconde case denota davvero una scarsa sensibilità amministrativa. “Il gettito è mio e lo applico indipendentemente dal momento e dalla casistica”. Mi spiace ma è un messaggio che la dice lunga! Si potrebbe anche fare uno sforzo per ricercare altri gettiti magari dall’evasione o cercare qualche risparmio eliminando finte rigidità di spesa.