Bellaria Igea Marina, la guerra della sabbia.

barca sulla spiaggiaCaso Ceschina, ultimo giro il 30 ottobre è fissata l’udienza per lo sfratto degli irriducibili.

Il giudice deciderà sullo sfratto in quella che potrebbe essere l’ultima udienza di questa ‘telenovela’. Bagnini contro chioschisti. O meglio, società Nuova Igea contro Cooperativa bagnini. Il giudice dovrà decidere sullo ‘sfratto’ di un pugno di bagnini irriducibili che avevano sempre resistito in vari gradi di giudizio contro l’acquisto della ‘loro’ spiaggia. Che avvenne in silenzio nel 1997 – in tutto una quindicina di zone per oltre 15mila metri quadri pregiatissimi a Igea centro, operazione da 4,4 miliardi di lire – ad opera della Nuova Igea che bypassando il diritto di prelazione dei concessionari, invocando l’acquisto in blocco.

La Cassazione nei mesi scorsi ha dato ragione alla “Nuova Igea”. E agli ‘irriducibili’ non resta forse che venire a più miti consigli. Il rischio per il gruppo di operatori (meno di una decina) è… perdere la spiaggia che gestivano da sempre, con le loro famiglie.

Ma secondo il legale dell’ex Nuova Igea, l’avvocato Giancarlo Migani, che riesuma il calumet della pace. «So che ci sono contatti in corso tra le parti per trovare un possibile accordo . Ad esempio, la previsione che gli ex concessionari possano continuare nella loro attività balneare, anche se versando il canone ai nuovi proprietari. E magari instaurando finalmente con questi ultimi, in gran parte chioschi, una inedita e proficua collaborazione per riqualificare e innovare le spiagge. Ciò anche in vista del nuovo Piano dell’arenile che l’amministrazione comunale intende varare al più presto, a quanto si dice». «Stiamo valutando se consegnare le aree o tentare di resistere ancora una volta», taglia corto Giorgia Valentini, presidente della Cooperativa bagnini, che ha sempre impugnato in giudizio le ordinanze di sfratto avanzate dai nuovi proprietari. Migani ricorda anche che comunque l’area dei cosiddetti ‘irriducibili’ «è stata già intestata ad altre persone, non appartiene più alla Nuova Igea».

Per ora sembra restare nel cassetto l’ipotesi di richiesta danni, avanzata in via teorico dallo stesso Migani tempo fa, per l’utilizzo o lo sfruttamento da parte dei bagnini di una concessione che la Corte di Cassazione ha sentenziato successivamente non nel loro diritto da diversi anni. «Siamo disposti a pagare ai bagnini la perdita di avviamento commerciale», conclude Migani. Si parla di una cifra di circa 20mila euro.

Giuseppe Bartolucci

Il Direttore Giuseppe Bartolucci