Santanchè, i giorni di gloria della “Pitonessa” sembrano finiti.

Daniela-Santanche-sallustiQuesto sgradevole e inutile personaggio della politica italiana, che solo Sallusti si poteva prendere, ora viene isolata dallo stesso PDL.

la famosa Pitonessa ex showgirl, antipatica di natura a tutti, con idee politiche balzane, è caduta in disgrazia all’interno del PDL, dopo i giorni in cui sembrava essere diventata il braccio armato di Berlusconi, ora è praticamente fuori dal PDL, per lei sembrano finiti i giorni di gloria, la sua smania di protagonismo, di urlare ogni cosa, di ragionamenti che nessuno capiva, gli hanno messo contro tutti, solo l’ingenuo Sallusti ci vede qualcosa di buono.

Tutto avviene — ma era gia nell’aria — dopo una sua dichiarazione alla trasmissione “l’Arena” condotta da Massimo Giletti, la pitonessa ha definito il Presidente Napolitano ” Un traditore ” queste le sue parole «Napolitano ha tradito e non ritengo che fare il secondo mandato sia un sacrificio», aggiunge la deputata del Pdl. «L’ho votato, ma oggi non lo voterei più perché la pacificazione promessa non c’è e ricordo che invece, quando vuole, il presidente della Repubblica le strade le sa trovare. Ora deve mantenere la parola data: essere arbitro della Costituzione e non un giocatore».

Dopo le dichiarazioni della «Pitonessa», importanti esponenti del suo partito prendono le distanze. «Siamo certi che i parlamentari del Pdl non condividono le gravi affermazioni dell’onorevole Santanché nei confronti del presidente Napolitano. Le sue rimangono valutazioni personali e come tali vanno giudicate», hanno dichiarato i presidenti dei gruppi del Pdl di Senato e Camera, Renato Schifani e Renato Brunetta. Anche Fabrizio Cicchitto sottolinea di non condividere «neanche lontanamente l’appellativo di traditore che Daniela Santanché ha rivolto» a Napolitano. «La nozione stessa di traditore in politica fa parte di un repertorio staliniano non accettabile nei confronti di alcuno». Per il ministro Lupi quella di Santanché a Napolitano «è un’accusa senza alcun fondamento, è un linguaggio che non appartiene alla nostra tradizione politica. Questi attacchi scomposti documentano il tipo di partito che noi non vogliamo che il Pdl divenga».

Si valuti il Vilipendio dice il Pd – I deputati del Pd Anzaldi, Gelli e Magorno chiederanno alla presidente della Camera se non ci si trovi «di fronte a un caso di vilipendio delle istituzioni. Appellare il capo dello Stato con termini come traditore e parlare di presunti accordi o patti per salvare Berlusconi è inaccettabile e fuori dal mondo».

Lei in tutta risposta ribadisce tutto – Ma Daniela Santanché non fa marcia indietro e, anzi, contrattacca: «Mi fa paura che dei parlamentari tentino di reprimere e soffocare la libertà di espressione. Ribadisco quanto detto su Napolitano, che non ritengo un insulto, ma un giudizio politico che rientra pienamente nel mio ruolo di parlamentare».

La Santanchè si sa vive di dichiarazioni forti, ma il suo pensiero – per fortuna – non ha mai avuto rilevanza politica, di certo farà ancora parlare di se – purtroppo – ma è molto probabile che dopo la dichiarazione fatta non trovi tanti spazi dove esibire la sua naturale antipatia.

Penso a Sallusti che la deve sopportare tutti i santi giorni, ma come si dice – hai voluto la bicicletta adesso pedala.

Giuseppe Bartolucci

Il Direttore Giuseppe Bartolucci