Non siamo la Svizzera…

svizzera  map_01Con il 67,9% di consensi – una vittoria in tutti i 26 Cantoni con punte di oltre il 77% – la Svizzera ha deciso di porre un tetto ai compensi alle liquidazioni fuori misura dei dirigenti delle aziende quotate in borsa. Un risultato che non era scontato in un tempio dell’economia di mercato come la Confederazione. Ma l’enormità delle cifre – la più recente: 60 milioni di euro al presidente uscente di Novartis, Daniel Vasella – in una situazione economica come l’attuale è stata determinante nell’esito della consultazione.

Inoltre il governo ha reso esecutiva una legge approvata dal Parlamento di Berna che prevede un aggravio dell’1% del carico fiscale per i redditi sopra i 250 mila euro (300 mila franchi svizzeri) a partire dall’1 gennaio del 2014. Una scelta di campo netta per risanare i 4 miliardi di debiti della cassa che assicura i disoccupati di tutto il paese.

Un intervento di questo tipo, in ogni caso, fa quasi più rumore al di fuori dei confini cantonali che non nella stessa Svizzera, dove le aliquote fiscali sono decisamente leggere. Raramente si avvicinano al 40% complessivo per i redditi più alti(sommando l’aliquota massima federale, cantonale e comunale), mentre l’aliquota massima totale spesso si avvicina al 20%. E parliamo dei redditi più alti.

Un reddito medio paga, invece, tra il 5% e il 20%. L’aliquota massima federale è dell’11,5% sino ad oggi, che sale fino a un massimo del 38,5% (al lordo delle detrazioni), tenendo presente la tassazione del cantone e del comune.  ( massimo scalzo )

malaschinipres. inps

Massimo Scalzo