Equitalia, Procura apre inchiesta: “Pratica tassi da usura”

“Equitalia nel mirino di una Procura della Repubblica: il pm Edoardo De Santis ha infatti disposto una consulenza sui tassi applicati dall’agenzia in seguito ad una denuncia trasmessa per competenza dagli uffici giudiziari di Torino. Un’imprenditrice denuncia di aver ricevuto conti di restituzione ‘truccati’: da 1,2 a 1,7 milioni di euro, un rincaro che, secondo la perizia allegata, configura un superamento della soglia di interessi indicata sulla Gazzetta Ufficiale.

FEDERITALIA ACCUSA – La consulenza di parte è affidata a Federitalia, Ente nazionale di promozione sociale e di tutela dei diritti degli utenti consumatori e di turismo sociale riconosciuto dal Ministero dell’Interno, che prontamente ha motivato il superamento della somma richiesta con spiegazioni dettagliate. “Sono stati applicati interessi di mora superiori a quelli consentiti  dalla legge equivalenti a 15.524 euro – ha spiegato  l’associazione con sede a Parma, da sempre battagliera nei confronti di Equitalia –  e il Tasso annuo effettivo globale, vale a dire il costo sostenuto dal contribuente relativo all’attività di riscossione, varia rispetto al capitale impiegato toccando punte del trentasei per cento, superiore a qualsiasi tasso consentito dalla legge”. In questo caso, prevarrebbe la restituzione di tutti gli interessi o sanzioni, rispettando la legge 3 del 2012. Va detto che Federitalia ha ottenuto risultati alterni nelle varie Procure d’Italia: dalle archiviazioni (in ultima quella di Varese) alle parziali vittorie.

EQUITALIA: “DENUNCIA INFONDATA E PRETESTUOSA” – Non si è fatta attendere la replica della società oggi presieduta da Attilio Befera. Equitalia ha sottolineato come “le denunce di usura ricevute siano del tutto pretestuose ed infondate principalmente perché non si concedono prestiti, ma si riscuotono tributi”. In seconda battuta, si legge nella replica, “perché l’ammontare di interessi, sanzioni e aggio è stabilito dal legislatore”.

LA SENTENZA PERDUTA…

In base alla pronuncia della Suprema Corte, datata febbraio 2007, le multe di Equitalia sarebbero illegali. Cioè gli interessi del 10 per cento applicati dalla società di riscossione dei tributi renderebbero nulle le cartelle in cui viene chiesto di pagare le vecchie contravvenzioni. A cominciare dalle infrazioni del codice della strada. L’aspetto strano della faccenda è che in tutti questi anni, da quando la sentenza è stata emessa, nessuno ne ha mai sentito parlare. A smuovere le acque è stato un avvocato di Bari, Vito Franco, che fa da consulente anche a un’associazione di tutela dei consumatori, l’Assdac, che si è messo alla ricerca della sentenza fantasma cercando nelle  più prestigiose banche dati giuridiche private d’Italia. Ma dagli archivi telematici per i professionisti non è emerso nulla e l’unica soluzione è apparsa quella di andare a cercare direttamente a Roma negli archivi cartacei della Suprema Corte dove in effetti la sentenza è finalmente apparsa. È stata depositata in Cassazione il 16 luglio 2007, porta il numero di protocollo 3701 e dichiara che gli interessi del 10 per cento semestrale applicati da Equitalia sono illegittimi.

( massimo scalzo )  Fonte:  Virgilio.it   et al.

Massimo Scalzo