Bonus fiscale per l’acquisto di mobili e elettrodomestici.

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La circolare del 28 settembre dell’Agenzia delle entrate chiarisce alcuni aspetti dell’agevolazione.

Con il decreto legge n. 63/2013 ha fatto il suo ingresso, nel panorama delle agevolazioni fiscali, la detrazione dall’Irpef del 50% per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+ (A per i forni), destinati all’arredo di immobili oggetto di ristrutturazione.

Alla detrazione hanno diritto non tutti coloro che acquistano mobili o elettrodomestici ma solo quanti effettueranno un intervento di recupero del patrimonio edilizio, su singole unità immobiliari residenziali oppure su parti comuni di edifici residenziali, come ad esempio l’appartamento del portiere. In tale ultimo caso il bonus spetta, naturalmente, per l’arredo destinato alla parte comune su cui è stato effettuato l’intervento.

Il beneficio riguarda inoltre, solo le spese sostenute a partire dal 26 giugno 2012.

Gli interventi edilizi per i quali si può richiedere la detrazione sono i seguenti:

manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia, effettuati sia sulle parti comuni di edificio residenziale sia sulle singole unità immobiliari residenziali

– manutenzione ordinaria, effettuati sulle parti comuni di edificio residenziale

– quelli necessari alla ricostruzione o al ripristino dell’immobile danneggiato a seguito di eventi calamitosi, anche se non rientranti nelle categorie precedenti e a condizione che sia stato dichiarato lo stato di emergenza

– restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia, riguardanti interi fabbricati, eseguiti da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizie che entro sei mesi dal termine dei lavori vendono o assegnano l’immobile.

Inoltre la data di inizio lavori deve essere antecedente a quella in cui sono sostenute le spese per l’acquisto dei mobili e/o dei grandi elettrodomestici. Non è necessario, invece, che le spese di ristrutturazione siano sostenute prima di quelle per l’arredo dell’abitazione. La data di avvio dei lavori può essere dimostrata da eventuali abilitazioni amministrative, dalla comunicazione preventiva all’Asl, quando la stessa è obbligatoria, da dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, per lavori per i quali non sono necessarie comunicazioni o titoli abitativi.

La detrazione spetta per le spese sostenute dal 6 giugno al 31 dicembre 2013 per l’acquisto di:

– mobili nuovi. E’ escluso l’acquisto di porte, pavimentazioni, tende e tendaggi, nonché di altri complementi di arredo

– grandi elettrodomestici nuovi di classe energetica non inferiore alla A+ (A per i forni), per le apparecchiature per le quali sia prevista l’etichetta energetica. Per gli elettrodomestici che ne sono sprovvisti, l’acquisto è agevolato solo se per essi non è ancora previsto l’obbligo di etichetta energetica. Rientrano nei grandi elettrodomestici, fra gli altri i frigoriferi, i congelatori, le lavatrici, le lavastoviglie, le stufe elettriche, gli apparecchi per il condizionamento.

Fra le spese sostenute sono comprensibili le spese di trasporto e di montaggio dei beni acquistati.

L’acquisto di mobili o di grandi elettrodomestici è agevolabile anche se i beni sono destinati ad arredare un ambiente diverso dell’immobile oggetto di intervento edilizio.

La detrazione spettante, da ripartire tra gli aventi diritto in dieci quote annuali di pari importo, deve essere calcolata sulla cifra massima di 10.000 euro (riferito, complessivamente, alle spese sostenute per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici).

Il limite è riferito alla singola unità immobiliare, comprensiva delle pertinenze, o alla parte comune dell’edificio oggetto di ristrutturazione.

Il contribuente che esegue lavori di ristrutturazione su più unità immobiliari avrà diritto più volte al beneficio.

Altro vincolo per accedere al beneficio è quello di effettuare i pagamenti con bonifici bancari o postali, sui quali va indicato (bonifici parlanti):

la causale del versamento

– il codice fiscale del beneficiario della detrazione

– il numero di partita Iva o il codice fiscale del soggetto a favore del quale il bonifico è effettuato.

Il pagamento può avvenire anche tramite carta di credito o carta di debito. In questo caso, la data di pagamento è individuata nel giorno di utilizzo della carta da parte del titolare (indicata nella ricevuta di transazione) e non nel giorno di addebito sul conto corrente del titolare stesso. Non è possibile effettuare il pagamento in contanti, con assegni bancari, o altri mezzi di pagamento.

Il contribuente deve conservare, inoltre:

– la documentazione attestante il pagamento (ricevuta del bonifico, ricevuta di avvenuta transazione, per i pagamenti con carta di credito o di debito)

– le fatture di acquisto dei beni, riportanti la natura, la qualità e la quantità dei beni e dei servizi acquisiti.

Il Direttore Giuseppe Bartolucci