F1 – Singapore 2013- Luci e ombre

01Cominciamo dai lati negativi del GP di Singapore. In primis i fischi, ancora, al campione del mondo. Che Sebastian si sia “fatto un mazzo così in gara” come afferma Horner, è molto opinabile e certamente i fischi sono veramente antisportivi, tuttavia la Red Bull raccoglie ciò che in questi ultimi due, tre anni, ha seminato: le persone, nel mondo leggono i giornali e le riviste specifiche, oltre a guardare la televisione e quindi sono a conoscenza dei sospetti di illegalità del missile austro-inglese come di certi aiuti FIA e la superiorità espressa ieri dalla RB9 n°1 sembrerebbe rinfocolare tali sospetti. Certo Sebastian è bravo… ma proprio così bravo?

03In secundis non capisco il gesto di Fernando che si pianta all’uscita di una curva per scarrozzare fino al traguardo  il metro e ottantacinque e i 70 e passa chili del bravo australiano. Gli esempi citati dal giornalista Alberto Sabbatini ( AS ) di Mansell e Senna e di Alesi e Schumacher appartengono un pò alla storia e i tondi a ruote fumanti di Zanardi furono proibiti, se non ricordo male, pena la squalifica. E non credo che lui o the Doctor avessero bisogno delle loro scenette per diventare popolari, lo erano, lo sono, per la loro personalità. Hamilton, che viaggia a novantuno chilometri orari quando vede la Ferrari ferma, ha enfatizzato forse la pericolosità della situazione – e intanto si è tolto di mezzo una Red Bull in Corea – ma a me sembra evidente che non si sia trattato di una condizione propriamente sicura.

04Tra l’altro a gara conclusa l’attenzione dei piloti è rilassata ed è logico dopo un’ora e mezza di tensione spasmodica. Qualcuno mi ha accusato di essere troppo serio… bene le corse sono una cosa seria, molto seria: sono pericolose, a ogni metro di ogni chilometro ed è meglio non accrescere questi pericoli con… l’autostop all’uscita di una curva senza visibilità. Il richiamo subito da Webber e Alonso non mi lascia perplesso nè meravigliato, ma essendo avvenuto a gara conclusa la sanzione doveva essere pecuniaria per ambedue i piloti.

Ora aspettarsi che Todt sconfessi i propri commissari è sicuramente chiedere troppo e non solo per le prossime elezioni dove se vuole restare presidente deve prima risolvere il problema del figlio proprietario della Sauber: c’è di mezzo Fernando e Todt lo ha da anni sulla lista nera. Infine considerando strane sentenze e decisioni della FIA nel corso degli ultimi due anni questa sanzione è solo una ciliegina sulla torta che siamo costretti a mangiare nell’era della presidenza di Jean Todt.

E infine le luci del Gran Premio: sono quelle della foto qui sotto…

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massimo scalzo

Massimo Scalzo