La Medicina del Terzo Millennio – 3

di massimo scalzo

medicina-2I principi dell’omeopatia vennero formulati dal medico tedesco Samuel Hahnemann dal 1810 al 1821. Alla base vi è l’indimostrato “principio di similitudine del farmaco” (similia similibus curantur), concetto privo di fondamento scientifico secondo il quale il rimedio appropriato per una determinata malattia sarebbe dato da quella sostanza che, in una persona sana, induce sintomi simili a quelli osservati nella persona malata. Tale sostanza, detta anche “principio omeopatico”, una volta individuata viene somministrata al malato in una quantità fortemente diluita.

Allo stato attuale, nessun lavoro scientifico o clinico pubblicato su riviste mediche di valore riconosciuto ha dimostrato che l’omeopatia presenti, per una qualsiasi malattia, un’efficacia clinica superiore all’effetto placebo. Per la mancanza di studi di farmacodinamica e farmacocinetica che ne possano spiegare il funzionamento e di dati preclinici di sicurezza, l’omeopatia non è una cura e non apporta alcun beneficio ( OMS ). L’opinione che diluizioni maggiori della stessa sostanza non provocherebbero una riduzione dell’effetto farmacologico, bensì un suo ipotetico potenziamento è contraria all’evidenza scientifica in campo chimico, biologico e farmacologico. In realtà le diluizioni usate nell’omeopatia sono tanto alte da rendere il prodotto omeopatico un semplice composto di zucchero.

Nell’agosto del 2011 infatti è stata promossa una class action contro un’azienda che commercializza prodotti omeopatici in favore di tutti i residenti in California che nei quattro anni precedenti avevano comprato oscillococcinum, un preparato ricavato dal cuore e dal fegato di anatra muschiata. L’accusa era basata sul fatto che il prodotto venduto, per via delle diluizioni omeopatiche, non contiene alcuna traccia molecolare del principio attivo dichiarato ( trattandosi di un batterio inesistente! ) e risulta composto soltanto da zucchero, oltre a non avere alcun effetto clinico sull’influenza, per la quale era invece indicato come efficace. L’azienda ha patteggiato un risarcimento di 5 milioni di dollari, da distribuire a chi aveva acquistato i prodotti, e il cambio delle etichette dei medicinali, sulle quali deve comparire un disclaimer che precisa che gli usi indicati per il prodotto non sono approvati dall’FDA, e la chiara indicazione che si tratta di diluizioni omeopatiche.

Nel marzo 2003 il Tribunale penale di Catania ha assolto il giornalista Piero Angela dall’accusa di diffamazione per avere sostenuto in una puntata di Superquark del 2001 che «l’omeopatia non è una cosa seria. Il rischio di curarsi con tale medicina non convenzionale è molto grande per i pazienti che hanno malattie gravi e soprattutto progressive».

Nel marzo 2012 in Australia il National Health and Medical Research Council ha definito non etico l’uso dell’omeopatia per via della sua inefficacia: « La posizione del NMRHC è che sia non etico da parte degli operatori della salute curare i pazienti con l’omeopatia, perché l’omeopatia (come medicina o come procedura) ha dimostrato di essere inefficace »

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità l’omeopatia non è una cura e non apporta alcun beneficio e non dovrebbe essere considerata come esente da rischi: alcuni dei prodotti che hanno provocato effetti avversi sono in realtà prodotti fitoterapici – soggetti a scarsi se non inesistenti controlli – distribuiti come omeopatici.

In conclusione l’omeopatia ha subito un forte decremento in tutto il mondo da qualche anno: in particolare in Italia dal 2000 al 2005 la percentuale di famiglie che hanno fatto uso almeno una volta nei tre anni precedenti di un prodotto omeopatico è passata dall’ 8,2 % al 7 %. Va detto che alcuni prodotti omeopatici sicuri, ovvero contenenti solo zucchero, vengono ben usati da molti medici per ottenere un effetto placebo: la convinzione della bontà del prodotto da parte del paziente può ottenere effetti benefici in alcune situazioni ‘border line’ ovvero prima di dover fare ricorso ai farmaci. L’omeopatia non si è mai potuta sostituire e mai lo potrà  alla medicina tradizionale, basata su rigorose Linee Guida Internazionali, sulla Ricerca Scientifica e su un controllo continuo di eventuali reazioni avverse a qualsiasi farmaco o a un suo uso improprio.

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Bibliografia e riferimenti

– Cure omeopatiche, il bimbo muore, Corriere della Sera, 22 ottobre 2011

– National Science Foundation Directorate for Social, Behavioral and Economic Sciences, “Science and engineering indicators 2002”, http://www.nsf.gov/statistics/seind02/c7/c7s5.htm. The Lancet web site.

– A. Shang, K. Huwiler-Mûntener, L. Nartey, P. Juni, S. Dörig, J. A. C. Sterne, D. Pewsner, M. Egger, Are the clinical effects of homoeopathy placebo effects? Comparative study of placebo-controlled trials of homoeopathy and allopathy, Lancet 366, 726-32, 2005.

– E’ provato: «L’omeopatia è inutile», Corriere.it.

– Posadzki P. (dicembre 2012). Adverse effects of homeopathy: a systematic review of published case reports and case series. International Journal of Clinical Practice (12): 1178–1188. DOI:10.1111/ijcp.12026. PMID 23163497.

– Decreto Legislativo n. 185/95 del 17 marzo 1995

– Boiron Oscillococcinum Class Action Lawsuit, Top Class Actions, 8 agosto 2011. URL consultato il 24 settembre 2011.

– DRAFT NHMRC Public Statement on Homeopathy, National Health and Medical Research Council. URL consultato il 21 febbraio 2013 (archiviato il 21 febbraio 2013).

Massimo Scalzo

Commenti

  1. mscalzo2013 ha detto:

    Come già detto molti prodotti sono di derivazione vegetale, cioè fitoterapici e i farmaci classici provengono proprio da sostanze presenti in natura: l’acido tetramico, ad es. che è stato la base di partenza delle tretracicline. Le case produttrici di omeopatici in realtà hanno molti fitoterapici mascherati da omeopatici.

  2. mscalzo2013 ha detto:

    Come già detto molti prodotti sono di derivazione vegetale, cioè fitoterapici e i farmaci classici provengono proprio da sostanze presenti in natura: l’acido tetramico, ad es. che è stato la base di partenza delle tretracicline. Le case produttrici di omeopatici in realtà hanno molti fitoterapici mascherati da omeopatici.

  3. ottimo come al solito, ma non sono d’accordo, sulla denigrazione dell’omeopatia, sono molto piu convinto che siano i medici omeopatici a non saper fare una diagnosi omeopatia, nel senso che occorre individuare il giusto farmaco a seconda del paziente, proprio perchè l’omeopatia non si basa su una sempliannammesi ma sulla conoscenza del paziente- individuata la tipologia del paziente e sue caatteristice, nonchè una attenttissima analisi dei sintomi espressi ( qui sta una dei veri problemi dei medici omeopatici, la poca attendibilità delle parole usate dai pazienti ) allora forse si può decidere che medicinale usare, con questo l’omeopatitia non fa miracoli, diciamo che il vero problema sta nei medici che l’omeopatia la conoscono come quanto io conosco i marziani. e come correttatmente detto la usano come plecebo.

    1. massimo scalzo ha detto:

      I medici e i pediatri che fanno uso di prodotti omeopatici lo fanno dopo aver seguito corsi di aggiornamento specifici. Il problema è che l’omeopatia si basa su non-sostanze ed è più una pratica psicologica che altro. Non esiste una denigrazione dell’omeopatia, ma sentenze ed enunciazioni da parte delle autorità sanitarie di tutto il mondo, basate su indagini e rilievi scientifici, quali esami dei prodotti omeopatici ed esami oggettivi ( strumentali ) dei pazienti che dimostrano quanto scritto nell’articolo. Diverso è il discorso se il prodotto omeopatico è un fitoterapico: l’azienda Boiron produce ad esempio un collirio a base di Euphrasia Officinalis e Chamomilla ad azione rinfrescante e antinfiammatoria: se vai in un giardino dove trovi della malva e la fai bollire, l’acqua risultante ha la stessa efficacia del prodotto fitoterapico della Boiron. In sintesi: l’omeopatia è una “cura” complementare e non un’alternativa alla medicina tradizionale.

      1. certo, ma per esperienza personale famigliare posso dirti che i risultati raggiunti per certe patologie, ci sono tutti e non sono dovuti a effetti psicologici, per quanto l’omeopatia non cura tutto e non cura tutti anche con le stesse malattie, i medici faranno anche corsi di aggiornamento, ma non credo che abbiamo la preparazione necessaria, è proprio il concetto dell’omeopatia che bisogna conoscere a fondo, io lo conosciuta nel 1970, e studiata un pò, e poi come mi spieghi l’effeto placebo sugli animali?
        perchè ci sono veterinari che la adottano e con buoni risultati, cmq io mi curo principalmente con la medicina tradizionale, perchè come detto sopra l’omeopatia non cura tutto e tutti.

  4. ottimo come al solito, ma non sono d’accordo, sulla denigrazione dell’omeopatia, sono molto piu convinto che siano i medici omeopatici a non saper fare una diagnosi omeopatia, nel senso che occorre individuare il giusto farmaco a seconda del paziente, proprio perchè l’omeopatia non si basa su una sempliannammesi ma sulla conoscenza del paziente- individuata la tipologia del paziente e sue caatteristice, nonchè una attenttissima analisi dei sintomi espressi ( qui sta una dei veri problemi dei medici omeopatici, la poca attendibilità delle parole usate dai pazienti ) allora forse si può decidere che medicinale usare, con questo l’omeopatitia non fa miracoli, diciamo che il vero problema sta nei medici che l’omeopatia la conoscono come quanto io conosco i marziani. e come correttatmente detto la usano come plecebo.

    1. massimo scalzo ha detto:

      I medici e i pediatri che fanno uso di prodotti omeopatici lo fanno dopo aver seguito corsi di aggiornamento specifici. Il problema è che l’omeopatia si basa su non-sostanze ed è più una pratica psicologica che altro. Non esiste una denigrazione dell’omeopatia, ma sentenze ed enunciazioni da parte delle autorità sanitarie di tutto il mondo, basate su indagini e rilievi scientifici, quali esami dei prodotti omeopatici ed esami oggettivi ( strumentali ) dei pazienti che dimostrano quanto scritto nell’articolo. Diverso è il discorso se il prodotto omeopatico è un fitoterapico: l’azienda Boiron produce ad esempio un collirio a base di Euphrasia Officinalis e Chamomilla ad azione rinfrescante e antinfiammatoria: se vai in un giardino dove trovi della malva e la fai bollire, l’acqua risultante ha la stessa efficacia del prodotto fitoterapico della Boiron. In sintesi: l’omeopatia è una “cura” complementare e non un’alternativa alla medicina tradizionale.

      1. certo, ma per esperienza personale famigliare posso dirti che i risultati raggiunti per certe patologie, ci sono tutti e non sono dovuti a effetti psicologici, per quanto l’omeopatia non cura tutto e non cura tutti anche con le stesse malattie, i medici faranno anche corsi di aggiornamento, ma non credo che abbiamo la preparazione necessaria, è proprio il concetto dell’omeopatia che bisogna conoscere a fondo, io lo conosciuta nel 1970, e studiata un pò, e poi come mi spieghi l’effeto placebo sugli animali?
        perchè ci sono veterinari che la adottano e con buoni risultati, cmq io mi curo principalmente con la medicina tradizionale, perchè come detto sopra l’omeopatia non cura tutto e tutti.