BELLARIA IGEA MARINA. “PERCORSI BELLARIESI” TRA SHOAH E NASCITA DI ISRAELE.

Giovedì 5 settembre i primi appuntamenti della nuova rassegna culturale:
in mattinata l’”Edutour” sul porto canale, alle 21.00 l’incontro con Emilio Drudi.

shoahshoah2

La rassegna inizierà alla mattina con una passeggiata culturale lungo il porto canale fino alla Torre Saracena, dal titolo Il mare e la marina. L’appuntamento, che si inserisce all’interno del progetto Edutour, si svolgerà dalle ore 10 alle 11.30, con partenza sul molo di ponente (di fronte all’Hotel Levante): un itinerario guidato per conoscere la storia della marineria e del turismo e scoprire la preziosa collezione delle conchiglie conservata alla Torre Saracena.

La Shoah e la caccia spietata che nazisti e fascisti davano agli ebrei, la fondazione dello Stato d’Israele, la partecipazione alla creazione della nuova patria in Palestina da parte degli scampati ai campi di sterminio e alla persecuzione razziale: questi invece gli argomenti dell’appuntamento serale di giovedì, che si terrà presso la Biblioteca comunale alle 21.00. Se ne parlerà con il giornalista Emilio Drudi, con la partecipazione di Alessandro Agnoletti, Gualtiero Gori ed Elisabetta Santandrea.

Un serata che si preannuncia paticolarmente interessante. Ma perché inserire la Shoah e la nascita di Israele nei percorsi bellariesi? Perché in realtà anche Bellaria entra direttamente in tutto questo. Il legame sono una trentina di ebrei arrivati in paese giusto 70 anni fa, il 13 settembre 1943, cinque giorni dopo la resa dell’Italia agli Alleati. In gran parte slavi di Zagabria, erano evasi dal campo di internamento di Asolo per non finire nelle mani dei tedeschi che, nello sfacelo generale seguito alla fuga a Brindisi del re Vittorio Emanuele e del maresciallo Pietro Badoglio, si stavano rapidamente impadronendo della penisola. Puntavano al sud, per tentare di attraversare la linea del fronte e raggiungere la salvezza nell’Italia libera. Ospitati nell’albergo Savoia, l’attuale hotel Bristol, sono stati raggiunti poco dopo da altri otto ebrei, sempre slavi, due famiglie di quattro persone ciascuna, intercettati dai carabinieri alla stazione. Inizia così la vicenda del loro salvataggio ad opera di Ezio Giorgetti, proprietario del Savoia, e del maresciallo Osman Carugno, comandante della caserma bellariese dell’Arma: una storia di amicizia e solidarietà che Bellaria Igea Marina non dimentica, densa di valori ancora attualissimi, dipanatasi dal 13 settembre 1943 al 24 settembre 1944 e che è stata ricostruita e raccontata da Emilio Drudi nel libro “Un cammino lungo un anno” (edizioni Giuntina, gennaio 2012).
__________________________

Ufficio Stampa e Comunicazione
Comune di Bellaria Igea Marina

Il Direttore Giuseppe Bartolucci