De Res Publicae. Spending Review?

di massimo scalzo

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Durante la repubblica romana molte spese del governo erano sostenute dall’erario: i consoli, per esempio, usufruivano di cavalli pubblici… le prime auto blu, insomma. Naturalmente vi erano altri benefici ma ciò che preoccupa lo scrivente e dovrebbe ancor più preoccupare i lettori, è il fatto che a distanza di oltre duemila anni, le cose non sembrano essere cambiate di molto. Purtroppo non sto parlando delle auto di servizio usate per andare a vedere il ‘derby’ ( oltre sessanta e ben documentate dal telegiornale satirico ‘Striscia la Notizia’ ) ma di ciò che leggo stamane: il Presidente della Camera, terza carica elettiva dello Stato dopo aver emesso un bando di gara del valore di 4 milioni di euro per rifare il sito web della Camera, adesso sta cambiando tutta la cancelleria di Montecitorio in quanto l’articolo “il” non è più adatto e va cambiato in “la” Presidente della Camera.

Una puntata sul sito dell’enciclopedia Treccani dà questo esito: “È usato il masch. anche per indicare una donna che ricopre tale ruolo: la p. del senato; la p. della commissione; la p. della Croce Rossa. La forma presidentessa è ormai usata quasi esclusivam. per indicare, in tono scherz., la moglie di un presidente”. Quindi alla nostra Presidente, la cui carica potrebbe non arrivare alle festività di Natale, ciò appare rilevante. Anzi meglio, molto rilevante, nel senso che ha deciso di aver diritto all’articolo femminile e poco importa se viene speso denaro pubblico, ma tant’è, la “spending review” vale solo per il popolo, ormai è chiaro. E’ triste vedere che le cariche pubbliche ancora godono, oltre ad emolumenti e rimborsi spese, di privilegi negati al popolo sovrano e di un potere discrezionale non soggetto ad alcun controllo.

In un paese in cui la disoccupazione è alle stelle, centinaia di migliaia di famiglie e pensionati non sanno come arrivare alla fine del mese e le spese per alimenti e medicinali subiscono riduzioni di almeno il 7 % se non più, le risorse dello Stato, ovvero le tasse che paghiamo, dovrebbero essere indirizzate per prima cosa al potenziamento e ammodernamento dei servizi essenziali: Sanità, Trasporti, Scuole, Ordine Pubblico, Strade, non all’acquisto di nuovi e costosissimi quanto inutili aerei da combattimento, alle missioni internazionali di pace, alle mostre del cinema, alle estati in città oppure al rifacimento di siti web ufficiali e della cancelleria della Camera.

Massimo Scalzo