La Medicina del Terzo Millennio – 1

Medicina 2

di massimo scalzo

La ricerca scientifica è ormai riservata a poche multinazionali in quanto i costi sono molto elevati e l’impegno che vi viene riversato non solo può non portare risultati ma spesso condurre lungo una strada senza uscita. Il destino dei risultati positivi  è inoltre incerto: le sperimentazioni cliniche ( in varie fasi ) possono evidenziare effetti collaterali che limitano o proibiscono l’uso del farmaco, oppure le autorità preposte al controllo ( FDA, EMA, AIFA ) non riconoscono la validità del prodotto e/o ne limitano la commercializzazione se non la proibiscono come nel caso, ben noto, dell’antinfiammatorio Aulin° ( Nimesulide ) non più venduto in molti paesi. Al contrario un farmaco destinato ad una patologia può rivelarsi una miniera d’oro per una… disfunzione: tutti ormai conoscono la famosa pillola blu.

Vi è poi da considerare la ricerca di farmaci per malattie gravi, invalidanti o letali, quali  Alzheimer, Parkinson, Distrofia, Tumori. Si tratta di un campo molto importante non solo per i ricavi ma per la notorietà, la fama per i ricercatori e per le industrie o le strutture pubbliche, poche, che se ne occupano. E’ un campo oltremodo difficile ma nel quale molte risposte positive potrebbero venire dalla Genetica che purtroppo è un campo i cui costi sono elevatissimi e la quasi totalità dei governi non mette certo la ricerca scientifica tra le priorità dei propri programmi.

In genere il tempo di immissione di un farmaco nuovo si può calcolare in un arco di dieci anni o poco meno: è un tempo lunghissimo e ciò spiega i falsi allarmi lanciati dall’OMS negli ultimi tempi. Il terrore, perchè di tale si tratta, delle Autorità sanitarie nazionali e sovranazionali è la possibilità che un’epidemia localizzata, come è stato per l’Aids, si propaghi in tutto il mondo. Certamente ho fatto un esempio limite ma i tempi di risposta a una pandemia sono inversamente proporzionali alla velocità di propagazione della stessa. Per tale motivo è auspicabile che i controlli sanitari alle frontiere siano efficienti e se possibile potenziati.

L’altro secolo si è chiuso, specie nell’ultimo decennio, con nuovi ed efficaci farmaci: un esempio per tutti la Ranitidina prima e gli inibitori dell’acidità gastrica poi ( Lansoprazolo, Omeprazolo ) che hanno praticamente azzerato gli interventi chirurgici di resezione gastrica per ulcera con un risparmio ingente per le strutture pubbliche. La spesa per il farmaco, nel nostro paese, oscilla intorno al 12 % del totale della spesa sanitaria annua. Sarebbe quindi auspicabile, all’alba del terzo millennio non risparmiare sul farmaco e ne sulla Medicina di Base, quella del territorio, che lo amministra, ma sulle strutture sanitarie ( gli ospedali ) che sono spesso gestite in maniera poco oculata e poco controllata dalle preposte autorità.

Massimo Scalzo