VU’ CUMPRA’ E COMMERCIANTI

Una storia mal raccontata.

vucumpra

Che i vucumprà siano un fenomeno sempre piu grande non vi è alcun dubbio, e che danneggino in modo notevole il commercio fatto da commercianti seri è altrettanto fuor di dubbio.

Ma sbaglia chi crede sia sufficente andare a combatterli sulla spiaggia o dove esercitano il loro commercio abusivo, necessario si ma non risolutivo, ma andiamo per gradi.

Il veri controlli vanno fatti a monte su chi li rifornisce senza tra l’altro emettere mai fatture, e guarda caso sono tutti grossisti di origine straniera provenienti da paesi dell’estremo oriente, sono aziende che cambiano di mano ogni anno che se anche prese in fallo se la cavano a costo zero, nella realtà non pagano nessun tributo figuriamoci le sanzioni, molti dei titolari se ne tornano al paese di origine e chi rimane in italia non è perseguile in quanto nulla tenente.

L’altra categoria che sta venendo fuori ormai da un po di anni, è quella dei negozi gestiti sempre da persone dell’estremo oriente, anche in questo caso le aziende passano di mano ogni anno con tanti saluti ai tributi da pagare, stessa storia sopracitata, ma una differenza c’è, questa categoria sarebbe piu controllabile se la legislazione cambiasse, con le liberizzazioni, oggi basta avere un contratto d’affitto e dare comunicazioni alle amministrazioni comunali e tac il negozio apre, d’altro canto non viene mai fatto nessun controllo, forse anche per la normativa vigente sia nazionale che locale.

Questi ” commercianti ” si fa per dire, non ottemperano a nessuna regola, non espongono i prezzi, degli scontrini fiscali se ne fregano li fanno tanto poi cambia la gestione, espongono spesso su suolo pubblico senza una relativa autorizzazione, e spesso mettono la merce con gli espositori sui marciapiedi e adirittura sulla strada, facendo ovviamente concorrenza sleale, succede tutte le stagioni e i controlli latitano forse perchè i regolamenti comunali non prevedono sanzioni davvero pesanti tipo la chiusura dell’attività per 30 giorni  e il ritiro della licenza in seconda istanza e il sequestro della merce.

chi subisce le conseguenze di questo lassismo sono i commercianti italiani che con serietà lavorano da anni e pagano le tasse, magari poche ma le pagano e spesso se un commerciante evade qualcosa è solo per pura soppravvivenza, appunto fatto per l’impossibilità di reggere la concorrenza dei sopracitati ” falsi ” commercianti.

Farebbe bene la finanza a cambiare il metodo per i controlli, non è sufficente andare in caccia di contribuenti che hanno qualcosa da perdere, ma combattere appunto chi rovina il commercio, il quale non solo evade ma spinge altri all’evasione, e toglie fatturato a chi lavora seriamente.

Ora invece di dibattere solo sui grandi temi i governi dovrebbero accorgersi delle cose piu semplici , che riguardano la vita di tutti i giorni, di quelle persone che devono subire una serie di ingiustizie legali, in fondo rivedere le leggi sulle licenze commerciali non è una cosa cosi difficile ne tantomeno impegnativa.

E per finire bisogna anche pensare alla ricchezza prodotta da queste attività, che finisce all’estero e che di conseguenza impoverisce il paese.

Giuseppe Bartolucci

Il Direttore Giuseppe Bartolucci