Questo patto s’ha da fare.

Di Massimo Scalzo

145-1Ferrari 312 del 1967

Quasi pronto il nuovo Patto della Concordia della Formula Uno

Poco prima delle ferie estive obbligatorie della F1 i due grandi della F1, L’asso di denari ( Ecclestone ) e l’asso di coppe ( Jean Todt ), mostrano sorridenti un bel foglio intestato con cinque righe e uno scarabocchio e per i prossimi sette anni il destino della F1 è stabilito… o segnato?

Sorridenti i due grandi si sono spartiti la torta dei numerosi diritti e hanno promesso più elargizioni alle squadre seguendo il solito sistema più vinci più guadagni, invece di una più equa divisione degli introiti, cosicchè saranno le grandi case a fare la parte del leone ancora una volta mentre le altre scuderie faranno colore, numero o quel che volete ma non più fucina di nuovi talenti perchè dovranno cercare i loro piloti tra quelli con la valigia.

Ma qual’è infine il valore reale di questo patto tra un presidente con il mandato quasi scaduto ed un plutocrate inquisito? Un’anziano plutocrate che sembra essere l’esatto opposto di Bill Gates, che ancor prima di raggiungere i sessanta anni, ha lasciato tutto per dedicarsi a opere umanitarie e alla ricerca di nuovi soft/hardware che siano più facilmente gestibili dagli utenti.

E noi utenti della F1 dobbiamo assistere a gare falsate e condizionate, a processi-farsa, insomma tutto quello cui abbiamo assistito ultimamente e anche nel passato recente, affinchè il suddetto plutocrate veda le sue casse sempre più piene e tenga in ostaggio l’asso di coppe essendo ovviamente la briscola a denari, tanti denari. Il patto s’ha da fare è ovvio, ma di quale Concordia, chè già il nome evoca un brutto e tragico ricordo? Che il patto lo firmino le squadre e che la F1 torni libera e pulita, arena di scontri e officina di idee e non di aerodinamica e soprattutto che le grandi case ne restino fuori – salvo fornire solo e soltanto i motori – affinchè Golia non calpesti i vari Davide con la forza del denaro e del potere.

Il Direttore Giuseppe Bartolucci