MAR ROSSO UNA BOLLA IRREALE SEMBRA TUTTO TRANQUILLO

Nessuna indicazione precisa dalla Farnesina.

mar rosso

Fatto Quotidiano del 17/08/2013 Francesca Miccoli attualità
* In realtà ci si è dovuti iscrivere a un sito della Farnesina per avere notizie, e per chi non l’ha fatto funzionano i siti dei giornali, facebook e twitter. I messaggi dal ministero danno la sensazione di essere paranoici, con- fusi, contraddittori. Cambiano di ora in ora. Due giorni fa una sorta di coprifuoco era stato esteso anche al sud Sinai, ma il giorno dopo, neanche 24 ore, è stato revocato. A Sharm el Sheikh noi viviamo in questa con- dizione. Io lavoro come istruttrice di diving ormai da un mese, su una barca dove attracchiamo e poi portiamo i turisti a fare le immersioni. I messaggi di quello che accade al Cairo sono sporadici e confusi. Lo sappiamo dai gior- nali, soprattutto. Dove abbiamo la linea te- lefonica. Ma la fotografia in questi giorni è piuttosto irreale. Qualcuno parla di decine di morti, per altri sono centinaia, altri ancora migliaia. La realtà? Qui, sul mar Rosso, sem- bra di essere a distanza di anni dalla capitale. Non si sente né percepisce nulla. Sembra un altro Paese. I posti di blocco della polizia, che sono sempre esistiti, sono deserti o presidiati da egiziani assonnati che comunicano via sms con il cellulare, ma senza dare segno di allarmismo. Gli egiziani? L’umore generale, anche e soprattutto di quelli che lo scorso anno erano pro-Morsi, sembra del tutto sereno. Gran parte di loro sono convinti che l’esercito abbia fatto bene a destituirlo. Ma ripeto, parliamo di voci che arrivano da lontano. Non ci fosse stato internet tutta questa storia ce l’avrebbero raccontata una volta tornati a casa. Io ho contatti con persone che arrivano da tutto il mondo. I più spaventati, come sem- pre, sono gli italiani. Ma ripeto, lo sono per la mancanza di una direttiva chiara da parte della Farnesina. I messaggi ci dicono: attenzione, se potete rientrate a casa. Dopo poche ore cambia tutto: godetevi le vacanze, ma restate nei vostri resort. Poi torna di nuovo l’allarme rosso. Non so se al nostro ministero hanno un quadro chiaro. Non mi sembra. Ai turisti con i quali parlo ogni giorno ba- sterebbe avere una direttiva chiara che, inve- ce, non c’è. Poi ognuno decide sulla sua pelle se vale la pena rischiare. La mia impressione? La hall di un resort, lo abbiamo visto in pas- sato, non è il posto più sicuro. Anzi, dram- maticamente insicuro e vulnerabile. Dovessi stare lì me ne tornerei anche a casa con il primo volo disponibile, su una barca e in mezzo al mare mi sento abbondantemente al sicuro. Una cosa è certa: ci sono persone che iniziano a disdire le prenotazioni e le vacanze già acquistate in precedenza. Ma penso che sia la cosa più normale da fare in queste ore. Il problema è per tutti quelli che sono qui da prima, quando ancora la situazione al Cairo non era precipitata. * istruttrice di immersioni a Sharm el Sheikh.

Il Direttore Giuseppe Bartolucci